L’INTERVISTA – Campania, Lega al 3,3% o al 14%? Ferrari Nasi: vi spiego la forbice tra Corriere e Sole24Ore

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di Stefania Piazzo – E’ di qualche giorno fa l’annuncio di una minacciata querela al Corriere della Sera reo di aver pubblicato il sondaggio sulle intenzioni di voto in Campania, realizzato da Nando Pagnoncelli, in cui la Lega viene data al 3,3%.

Subito parte la reazione del segretario campano, l’onorevole Nicola Molteni. Sondaggio fuoriviante, inaffidabile, di più, per nulla veritiero. Richiesta di risarcimento di 500mila euro. Ma davvero Pagnoncelli, sul Corriere della Sera, perderebbe la faccia per spacciare numeri infondati?

Abbiamo cercato di capire come nascono i sondaggi, quali sono i criteri di scientificità su cui si basano interpellando il sociologo Arnaldo Ferrari Nasi, fondatore di Analisi politica e attento analista del magma politico italiano, dei suoi flussi e dei cambiamenti espressi nei numeri che diventano indicatori a volte di grandi radicali svolte.

Ferrari Nasi, cosa ne pensa della reazione leghista? E’ fondata a suo avviso?

“Prima di tutto facciamo due numeri. Ipsos, l’azienda rappresentata in Italia da Pagnoncelli, di cui è amministratore delegato, è il terzo istituto di ricerca di mercato nel mondo. Fattura quasi 2 miliardi di euro l’anno, ha 18mila e più dipendenti, è presente su 90 mercati al mondo. Siamo davanti ad sondaggio, per quanto importante, sul Corriere della Sera, che può essere stato pagato qualche migliaia di euro, all’interno, ipotizzo, magari di un contratto quadro con la testata. La domanda da fare è: che interesse avrebbe Pagnoncelli a barare sul giornale più letto d’Italia, con questo tipo di responsabilità professionale che ha…? Per fare dispetto a qualcuno? A naso dico che non ha nessun tipo di interesse”.

La Lega contesta che 930 intervistati siano pochi per rendere credibile il sondaggio. E’ così?

“Le indagini hanno un cosiddetto intervallo di confidenza del 95%. Significa che se si fa 100 volte lo stesso sondaggio, con le stesse domande, lo stesso numero di intervistati, la stessa metodologia di ricerca, si ottiene 95 volte lo stesso risultato, con una piccola forbice di ampiezza conosciuta. Si tratta dell’errore statistico, che su mille casi è del più o meno del 3,1%, per percentuali del 50%. Faccio un esempio: se chiedo a 1000 persone ti piace Salvini, sì o no, posso ottenere il 53,1 o il 46,9, ed è la stessa cosa. Questo lo dice la statistica. Se ripeti 100 volte lo stesso sondaggio rilevi 95 volte gli stessi risultati”.

Dove si possono verificare i dati di tutti i sondaggi?

“Vengono depositati presso la un sito apposito gestito dalla Presidenza del Consiglio, http://www.sondaggipoliticoelettorali.it, di pubblica consultazione. Poi, per carità, c’è chi dice che fa 100mila interviste per mezza pagina di quotidiano per una graduatoria sui pubblici amministratori. Ammesso e concesso che si faccia pagare anche solo un’intervista un euro, quale quotidiano spenderebbe 100mila euro per mezza pagina di sondaggi? Ragioniamoci sopra…”.

Quali sono i sondaggi più recenti su cui ragionare?

“I dati depositati sono quelli di Pagnoncelli che dà la coalizione al 35% e la Lega al 3,3%, un altro del Sole che dà la Lega al 14% e quello di Tecnè per Rete4 che dà Caldoro al 37% sempre come coalizione. Il 21% non sa cosa votare e il 25% che dice che non andrà a votare, un 50% di incertezza insomma. Sono sondaggi che servono per apprezzare la tendenza”.

Come spiega la forbice dal 3,3 al 14% della Lega in due sondaggi diversi?

“Ora glielo spiego. Diversamente dagli altri due istituti, il dato del Sole24Ore, realizzato da Winpoll/Cise, che è il centro studi della Luiss, è stato ponderato non solo per sesso e fascia d’età ma anche per intenzione di voto rispetto alle ultime elezioni europee. Così io leggo sul sito prima citato. Cosa vuol dire ponderare? Faccio un esempio, con valori esagerati, per meglio comprendere. Se nelle mie mille interviste mi escono il 60% di uomini e il 40% di donne e so che la realtà dell’Istat mi dice 48% maschi e 52% femmine, faccio delle piccole correzioni matematiche, lecite e dichiarate, per ribilanciare il campione. E’ un po’ come aggiungere un mezzo dado al sughetto dello spezzatino, che magari è un po’ insipido. Nel caso del Sole24Ore le correzioni sono state fatte, e lo dichiara chi ha fatto il sondaggio, sulla base delle ultime intenzioni di voto alle Europee. In altre parole chiedono che cosa voterò domani sulla base di un voto dell’anno scorso, in un contesto totalmente diverso. Sociopolitico prima di tutto, ma anche elettorale. Perché votare per le Europee è un voto più simile al nazionale che non votare per la Regione. Ma, soprattutto, la Lega di un anno fa era molto diversa dalla Lega di adesso. Alle Europee la Lega era all’apice, con Salvini al governo, e adesso non più”.

Ferrari Nasi, tornando a Pagnoncelli contestato dalla Lega Salvini Premier, un campione di 930 casi è corretto?

“Certo che lo è. Il Sole ad esempio basa il suo 14% su 1002 casi, io stesso faccio solitamente sondaggi d’opinione su 800 o 1000 casi. Per rappresentare un insieme di più di 50mila casi, e per casi intendiamo qui i maggiorenni elettori, la statistica dice che se ne intervisti 384, che siano estratti random, ovvero che ognuno abbia la stessa possibilità degli altri di essere immesso nel campione, otterrai risposte valide al +/- 5%. Per l’estrazione casuale ci sono diversi metodi, esempio presenza nelle liste elettorali, generazione automatica casuale di numeri di telefono, ecc..
Come detto prima, con 1000 interviste si ha il 3,1% di margine di errore. Certo, i margini di errore per la statistica sono normali, ma per un partito politico avere il 53,1% vuol dire piacere alla maggioranza degli italiani, essere al 46,9% fa titolare al giornale che non piace a metà degli italiani. E, ribadisco, se ripeti 100 volte lo stesso sondaggio, ottieni 95 volte lo stesso risultato. Per chiudere, tecnicamente, tutto questo deriva da una cosa fantastica che prende il nome di Teorema del Limite Centrale”.

Perché allora la querela, secondo lei, se politici navigati sanno come funzionano questi meccanismi? Il dato del Sole24Ore, con lo stesso numero di campioni, non è stato contestato…

“Ora però, parlo da osservatore e analista politico. Sono polemiche, fanno parlare di qualcuno, che danno visibilità. Di Lega in Campania se ne è parlato di più. E’ stato instillato un dubbio e qualche voto Salvini in più lo recupera. E’ la campagna elettorale!”.

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