L’errore di Bruxelles sulla Catalogna. L’Europa è solo una unione di vecchi Stati nazionali, non c’è speranza

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di Luigi Basso – Il Parlamento Europeo, come è noto, ha votato la revoca dell’immunità parlamentare agli eurodeputati catalani, lasciando che la patata bollente nelle mani della magistratura ordinaria dei Paesi nei quali sono state depositate le richieste di estradizione da parte della Spagna.
I (molti, troppi) difensori della correttezza del voto del Parlamento Europeo fanno leva sul fatto che l’immunità è riconosciuta solo per quei reati commessi durante il mandato da europarlamentare e connessi funzionalmente alla carica di europarlamentare: riconoscere l’immunità a Puigdemont ed agli altri sarebbe stato, insomma, una violazione delle regole comunitarie.


Tuttavia, non può sfuggire il fatto che, se fosse vero che la revoca dell’immunità era un atto dovuto, allora non ci sarebbe alcun voto dell’assemblea: infatti, se una decisione è obbligata e vincolato nell’esito, non ha senso sottoporla al voto di una assise politica, che può decidere come vuole, essendo libera e sovrana.
Il voto sulla immunità ha, infatti, un’altra funzione: non serve a stabilire se la condotta incriminata è stata commessa in un certo lasso di tempo e se è connessa alle funzioni di parlamentare: per stabilire questo bastano e avanzano i giudici.
Il voto sull’immunità serve piuttosto a stabilire se la persona che ricopre una carica politica è messa sotto processo per le sue idee politiche: in questo caso l’immunità serve a preservare non tanto la persona, ma la carica stessa ricoperta dall’imputato, in questo caso di europarlamentare.


Il capo di accusa contro i catalani ruota attorno all’aver organizzato un referendum sull’indipendenza sulla base di una legge catalana ritenuta illegittima dalla Spagna.
Non esiste un’accusa più politica: è un’accusa politica pura e semplice.


Se Puigdemont, Comin e Consì fossero accusati di aver preso i soldi della Generalitat per organizzare, insieme al referendum, delle feste private (ogni riferimento alle spese pazze italiche è puramente voluto), oppure fossero accusati di aver svolto il referendum organizzando truffe elettorali e falsi, allora l’immunità europarlamentare dovrebbe giustamente recedere di fronte ad accuse di reati “comuni”.


Ma la Spagna accusa gli europarlamentari catalani (che sono stati eletti dopo il referendum e le accuse giudiziarie spagnole proprio perché hanno organizzato il referendum indipendentista e non perché sono belli o simpatici) di aver fatto svolgere il referendum: è lo svolgimento del referendum in sé e per sé considerato l’atto di accusa.
Non c’è nessun’altra accusa che meriti l’immunità come questa.


Il Parlamento Europeo ha sbagliato e ha dimostrato ancora una volta che l’UE è una organizzazione internazionale dei vecchi Stati Nazione e che gli autonomisti non possono aspettarsi alcun atteggiamento benevolo né dalle capitali degli Stati Centralisti né da Bruxelles.

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