Le escort battono cassa all’Inps: “Il 12% ha chiesto i 600 euro di sussidio”. Fake o verità?

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Se il ministro Catalfo propone il reddito di sussistenza anche a chi lavora in nero, perché stupirsi se le escort, a corto di lavoro, battono cassa all’Inps? Incredibile o meno, la richiesta arriva per davvero e in una nota fanno sapere che tra i 2 milioni di domande ci sono anche le loro. Quelle delle escort a corto di clienti.

“Dagli ultimi dati di Escort Advisor, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa con oltre 2 milioni di utenti mensili solo in Italia, emergono diversi comportamenti delle escort in questo momento di blocco totale delle attività. Tra le escort, c’è chi ha dovuto adottare lo smart work iniziando ad offrire videochiamate erotiche ai propri clienti che non le possono visitare – si legge -. Altre invece hanno deciso di fermarsi del tutto e di non essere interessate alle videochat, poichè hanno risparmi sufficienti per vivere. Altre sfortunatamente vivono il disagio e provano a chiedere aiuto ad associazioni ed enti come la Caritas per riuscire a sopravvivere”.

Beh, qualche domanda ce la poniamo. Da quando le escort fanno la dichiarazione dei redditi? E come fatturano? Consulenze telefoniche? Call center? Perché se “escortare” è ufficiale ed è un mestiere, allora in quale categoria commerciale va inserita? Artigianato? Che codice Ateco è? Servizi essenziali? Più che una notizia, ci pare un modo per richiamare l’attenzione su un mondo che vuole lavorare e guadagnare.

Il mondo sommerso si aggira attorno a 120.000 escort online in Italia, si legge. E se è sommerso, se si possono dare dei numeri, allora che sommerso è? Si legge che sono “praticamente più dei 105.000 pizzaioli presenti sulla Penisola, che non sono fermi del tutto vista la possibilità di fare asporto. Un danno ancora maggiore se si pensa che i mesi più redditizi per il settore sono mediamente aprile, maggio e ottobre. Ciò indica come questo momento sia ancora più drammatico per i mancati guadagni”.

Danni? Sommerso? 600 euro all’Inps? Insomma, più che notizie, ci sembrano scherzi di carnevale.

Incredibile ma vero.

Photo by Tomas Sobek

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