Lampedusa al collasso. Migranti non usano mascherine

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Un film di ordinaria emergenza. Alcuni operatori sanitari sono entrati all’interno dell’hotspot di Lampedusa per eseguire i tamponi ai nuovi arrivati, dopo gli ultimi sbarchi. Ma all’interno della struttura, negli spazi esterni, la maggior parte dei migranti non indossa la mascherine fornite in dotazione senza rispettare il distanziamento sociale.

Il quadro non si presenta di facile gestione ed emergono così i paradossi di due paesi, uno fuori dal lockdown e ancora sottoposto a restrizioni, e situazioni come quelle di Lampedusa in cui le regole sono altre.

Sono le immagini descritte da chi, dall’esterno, ha avuto al possibilità di osservare cosa succede negli spazi all’aperto dell’hotspot anche domenica stracolmo, dove al momento di trovano oltre 700 migranti, una capienza che va ben oltre il massimo di 95 presenze consentite. Ed e’ soprattutto per questo che si creano inevitabili punti di assembramento. Molti ospiti della struttura passeggiano e si riuniscono in gruppo, all’interno del slargo all’aperto del Centro, senza rispettare il distanziamento sociale. Rigorose, invece, le misure di protezione osservate dagli operatori giunti per eseguire i tamponi, tutti muniti di scafandri. In mattinata sono anche partiti i mezzi per il trasferimento dei cento migranti verso Porto Empedocle. Fuori dalla struttura, ad assistere indifferenti alle operazioni di trasferimento, c’erano alcuni turisti. 

Trasferimenti di migranti dall’hotspot di Lampedusa, ma anche nuovi arrivi di profughi a bordo di barche direttamente nel porto e sulla costa. Sull’isola prosegue incessante il transito di migranti nonostante l’allarme lanciato nelle ultime ore dal sindaco, il quale aveva paventato la chiusura del Centro che ospita gli immigrati, a rischio collasso dopo aver raggiunto quasi la soglia di mille presenze. Anche oggi, dopo gli ultimi sbarchi, sono giunti sul posto gli operatori per eseguire i tamponi, ma all’interno sono inevitabili gli assembramenti e la maggior parte degli ospiti, e’ stato constatato, non indossa le mascherine che pure sono state loro fornite. Proprio per far fronte a una situazione che appare sempre piu’ complicata, nelle prossime ore e’ atteso, davanti a Lampedusa, l’ancoraggio della nave con mille posti per alleggerire la struttura sull’isola e quella di Porto Empedocle. Intanto l’emergenza in mare prosegue: in acque maltesi, 72 persone su un gommone e altre 22 su un secondo barcone ormai senza carburante restano in attesa dei soccorsi, secondo quanto segnala Alarm Phone. E le difficolta’ non riguardano solo le coste del Mediterraneo. Esplodono infatti di nuovo le tensioni nel ghetto alle porte di Foggia dove una rissa tra migranti e’ sfociata nell’incendio di una decina di baracche, in cui sono rimaste ferite tre persone. A Latina, invece, in 18 si sono allontanati da un Centro di accoglienza dove stavano proseguendo il periodo di sorveglianza fiduciaria. Di questi, cinque stranieri sono tuttora ricercati. Episodio analogo a Ragusa, dove 28 migranti hanno lasciato un Centro di accoglienza: nel tentativo di impedire la fuga, un carabiniere e’ rimasto ferito. Anche a Terni si segnala l’abbandono di una struttura da parte di 19 dei 20 ospiti, che pero’ – in questo caso – non avevano l’obbligo di permanenza. Sul fronte politico prosegue l’attenzione verso gli sbarchi dalla Tunisia del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il quale nei giorni scorsi aveva annunciato la sospensione dei fondi per la cooperazione. Una “attenzione” verso gli sbarchi dalla Tunisia sulla quale, ha precisato oggi lo staff del ministro, “non c’e’ alcuna contrapposizione con il presidente del Consiglio. Il ministro Di Maio, in qualita’ di titolare della Farnesina, sta infatti semplicemente svolgendo il suo lavoro supportando quotidianamente l’azione di governo ed e’ in continuo contatto, oltre che con il premier Giuseppe Conte, anche con i ministri Lamorgese e Guerini”. E Berlino fa da sponda: “”Non lasciamo l’Italia da sola, non ripetiamo errori del passato”, dice il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas sottolineando che “l’Italia e’ stata colpita di sorpresa da una forte ondata di migranti dalla Tunisia nelle scorse settimane”. “Grazie all’amico e collega Maas”, ha risposto Di Maio. “Abbiamo sempre detto che il tema migranti non puo’ essere affrontato solamente dal nostro Paese. Adesso serve una risposta di tutta l’Europa”. Il leader del Carroccio Salvini continua intanto ad andare all’attacco, pungolando tra l’altro il ministro della Difesa che sarebbe restio a mettere a disposizione i militari per fronteggiare l’emergenza, specie nei centri. “Salvini dovrebbe sapere che non e’ nel potere del ministro della Difesa, giustamente e secondo il nostro ordinamento, disporre di unita’ militari ai fini del mantenimento dell’ordine pubblico”, la replica di Guerini. “Secondo questi principi, quindi, e’ stato disposto il rafforzamento della sorveglianza intorno ad alcuni centri di accoglienza, anche utilizzando militari di Strade Sicure”. Nonostante tutto gli sbarchi a Lampedusa continuano. Nelle ultime ore si registrano una trentina di nuovi arrivi di migranti con due approdi direttamente sulla terraferma e uno al porto dell’isola: sono stati tutti trasferiti nell’hotspot, dove – dopo alcuni trasferimenti verso Porto Empedocle per alleggerire la struttura – resteranno 712 persone. Anche le tensioni sono ormai all’ordine del giorno. Dopo quelle in un Centro a Torino, dove un carabiniere e’ rimasto ferito, nuovi gravi episodi si sono verificati come detto nel ghetto foggiano di Borgo Mezzanone durante la rissa che ha coinvolto diversi migranti, poi sfociata nell’incendio delle baracche. Nell’insediamento abusivo a pochi chilometri da Foggia sono rimasti feriti due gambiani e – gravemente – un senegalese.

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