La solitudine della Francia che va alla guerra

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di Luigi Basso – Lo scorso 24 giugno avevamo scritto che impetuosi venti di guerra soffiavano nel Mediterraneo a proposito dell’incidente del Cirkin, imbarcazione diretta a Misurata, che le Marine Militari di Grecia e Francia volevano ispezionare.
L’equipaggio della fregata Courbet lamentò di essere stato agganciato dai sistemi radar di una nave da guerra turca, i turchi smentirono.
Da quel momento il Mediterraneo è diventato il teatro dell’espansionismo di Erdogan, che dalla Siria alla Libia, da Cipro all’Armenia, gioca ormai un ruolo da sedicente Potenza Regionale.


La Francia ha interessi geopolitici destinati fatalmente a entrare in collisione con la Grande Turchia che ha in mente il Sultano di Ankara.
Pochi giorni fa lo scontro verbale tra Erdogan e Macron ha assunto nuovamente toni molti accesi.
Oggi, a Nizza ed Avignone, la Francia ha subito due atti di guerra (non si tratta di terrorismo, ma di Guerra: è bene essere chiari) molto gravi: sono stati decapitati sul suolo della Repubblica, due cittadini, per mano di fondamentalisti islamici che gridavano Allah Akbar.


Quale è la circostanza che accomuna tutti questi episodi, che non sembrano – per ora – legati da alcun nesso ?
La solitudine della Francia.
A parte vuote frasi di circostanza, del tipo “Siamo tutti Francesi”, la Francia è stata abbandonata da tutti i Paesi Europei e alleati.
La Francia è sola di fronte ai suoi numerosi nemici.


A sottolineare la solitudine francese, va segnalata, da ultimo, l’incredibile intervista di un ex Ministro italiano, che a pochi minuti dagli attacchi subiti dalla Francia, ha persino accusato Macron di essere caduto nella trappola di Erdogan: il ragionamento dell’ex ministro è che Macron ha sbagliato a difendere la libertà di espressione per il caso delle vignette di Maometto, dato che la Francia ha moltissimi islamici.
Incredibile, ma l’ex ministro lo ha detto davvero.
Ecco, la Francia è sola e si trova pure vicini infidi e subdoli: peggio di così….

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