La Lituania chiede i muri anti migranti ai confini

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 A livello Ue “dobbiamo parlare anche di barriere fisiche ai confini, che sono estremamente utili per affrontare la crisi” in corso al confine Ue con la Bielorussia, “perché nessuno sa cosa succederà domani”. Lo ribadisce il presidente lituano Gitanas Nauseda, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles. “Forse – continua – ci saranno 3-5mila migranti al confine contemporaneamente o che tentano di attraversare la frontiera in diversi punti. E così non siamo pronti ad affrontarlo. Per questo dobbiamo essere decisi”. “L’attacco ibrido” della Bielorussia nei confronti della Lituania e degli altri Paesi Ue confinanti, prosegue Nauseda, sta diventando “sempre più aggressivo. Vediamo sforzi per facilitare i visti e il regime bielorusso che cerca più collegamenti da Paesi del Medio Oriente, quindi il numero dei migranti che potrebbe dirigersi verso i confini Ue aumenta. Servono azioni chiare, non possiamo semplicemente sempre parlare di questo problema. Va emendato il codice delle frontiere di Schengen per affrontare questa sfida organizzata dal regime bielorusso”. “Purtroppo – prosegue – vediamo anche campagne di disinformazione, costruite su questi attacchi ibridi. Vediamo dare la colpa alla politica estera dell’Ue, il regime bielorusso dubita delle nostre capacità di affrontare la crisi migratoria e cerca l’escalation sul piano dei diritti umani. Servono decisioni e azioni, il prima possibile. Dobbiamo ripensare la nostra politica sulle migrazioni e sull’asilo, che risale a diversi anni fa. A quell’epoca le crisi erano umanitarie – conclude – non si utilizzava la migrazione come uno strumento contro l’Ue”. 

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