La Lega contraria a espulsione dei diplomatici russi. Poi vota sì su armi vendute senza Iva

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 “La Farnesina avra’ fatto le sue valutazioni e siamo certi che i provvedimenti saranno giustificati in modo chiaro e completo. Di certo, la storia insegna che la pace si raggiunge con il dialogo e la diplomazia e non espellendo i diplomatici. L’Italia deve lavorare per fare in modo che si risolva il conflitto il prima possibile, per tutelare e salvare piu’ civili possibili e al tempo stesso difendere gli interessi del paese”. Cosi’ Lorenzo Fontana, capo dipartimento Esteri della Lega.

 Scontro poi in Commissione Finanze, al Senato, sull’Iva relativa alle vendite di armi italiane all’estero. Sul decreto legislativo, la commissione presieduta dal dem Luciano D’Alfonso, chiamata a esprimere al governo un parere (non vincolante), ha dato via libera al parere richiesto, con l’astensione del M5S e il voto contrario del senatore del Misto Elio Lannutti. A favore Pd, LEGA, Fdi e Iv. Toni accesi in Commissione, che ha visto il sì della LEGA, che già negli scorsi giorni non aveva nascosto malumori per ‘l’incentivo’ alla vendita di armi italiane, sulle quali viene previsto di non far pagare l’Iva e l’accise ai fabbricanti, permettendo di fatto un forte sconto per gli acquirenti. Per i pentastellati si tratta di una iniziativa che non fa altro che innalzare la tensione in Europa, con una mossa che rischia di passare per una sfida a Mosca, dopo l’aggressione all’Ucraina. Una sorta di corsa al riarmo, mal vista pure dalla LEGA, che poi ha deciso di votare a favore. La norma al centro della polemica, in linea con la direttiva europea (2019/2235), “dispone il regime di non imponibilità ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) e l’esenzione dalle accise in relazione alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi destinate alla realizzazione di un’attività dell’Unione nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune.

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