Il volo d’angelo del Capitano, senatore di Reggio Calabria

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di Roberto Gremmo – L’altro giorno ho visto in televisioneil prode Capitano imitare la famosa donna cannone, lanciarsi in uno spericolato volo dell’angelo in uno sperduto paese del Meridione, legato come un salame e con caschetto da minatore in capo.Il mio primo sentimento e’ stato di commiserazione e di pena. Cosa non deve fare un pover’uomo per distrarre l’attenzione generale dalle sue incoerenti e contraddittorie giravolte politiche! Per una vita ha gridato contro le sinistre ed e’ al governo con il partito della Boldrini; ha tuonato contro la legge Fornero e sta inghiottendo la sua riedizione; abbaia alla luna contro i burocrati europei e deve omaggiare Draghi che della nomenclatura finanziaria e’ il miglior campione.

Mettere alla frusta i militanti Lombardia con le firme del referendum e darsi allo spettacolo trapezistico sono armi di distrazione di massa per non far riflettere sulle sue incoerenze, i suoi errori e i disastri nei sondaggi, dove i suoi fratelloni nazionalisti lo stanno surclassando, come dimostra il recente arruolamento del già nobiluomo bergamasco ed un po’ nordista Feltri che si scopre patriota e sovranista, ma distante dal Capitano.

Forse l’esibizione aerea e’ un segnale dato ai suoi nuovi sostenitori nazionalisti che certamente apprezzano il culto del corpo del Capo e restano nostalgici del “vivere pericolosamente” del bel tempo che fu. O magari, la spericolata transvolata e’ un modo generoso ed altruista di favorire lo sviluppo turistico di quel Sud che dovrebbe stare a cuore ad un politico che e’ pur sempre il senatore di Reggio Calabria.

Attendiamo però, per una legittima par condicio, una analoga esibizione anche al Nord dove nel Biellese c’è un’attrezzatura sospesa al ponte di Veglio per lanciarsi nel vuoto, cuore contro l’ostacolo, con un piede legato alla corda. Non credo che il salto sull’abisso e simili circensi esibizioni possano davvero arrestare il declino politico del Capitano e scongiurare il doloroso sorpasso da parte dei suoi fratelli nazionalisti, più credibili di lui a gridare “prima di italiani”. Caro Capitano, il ridicolo uccide.

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