Il tramonto di Biassono, il risveglio di Torino

1 Aprile 2023
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di Giorgio Giorcelli – C’ero anch’io a Biassono al convegno lumbard prima delle elezioni ed ho voluto essere presente anche sabato scorso a Torino all’incontro organizzato dalla Fondazione federalista per l’Europa dei Popoli.

Entrambi gli eventi, il primo più politico e l’altro storico e culturale, hanno visto la presenza di vecchi leghisti, giovani entusiasti, gente che avrebbe voglia di fare e impegnarsi, persone serie e riflessive, molti impegnati in una riflessione critica del passato autonomista.

Come sia andata a finire dopo Biassono lo sappiamo tutti. Invece di dar seguito coerentemente ad un progetto politico ed organizzativi nuovi tutti assieme, ciascuno ha guardato il proprio ombelico, ha cercato il suo spazio e Salvini ha avuto campo libero per la sua svolta nazionalista.

Poi, dopo il fallimento elettorale, i militanti più noti che avrebbero almeno dovuto fare un bilancio e non deludere tutti quelli che speravano in una ripresa sono spariti. 

A Torino e’ stato un successo. La sala conteneva a fatica un centinaio di persone; i superstiti dell’affondamento di Union Piemonteisa, con Borghezio i pochi rimasti di Piemont Autonomista, diversi dirigenti di seconda fila della Lega (compresi consiglieri comunali in carica ed il capogruppo d’ un importante capoluogo) ma soprattutto molti giovani che cercano nel federalismo un nuovo progetto ideale.

In particolare, mi ha colpito l’insistente richiesta all’anziano Roberto Gremmo di non lasciare cadere l’occasione e il freddo distacco mostrato verso l’euro parlamentare della Lega mentre parlava.

Finito l’incontro ho percepito, come a Biassono, una gran voglia di militanza.

Mi chiedo adesso se per l’ennesima volta tutto finirà in niente o nella corsa personale, ciascun per se’. Sarebbe davvero un tradimento.

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