Il sindacato di Polizia Cosap contro il vaccino obbligatorio. Diffidati Lamorgese e il Governo

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In una lunga nota che di seguito riportiamo, il sindacato di Polizia Cosap, Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia, prende posizione contro l’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine.

Oggetto: Diffida dall’inoculazione obbligatoria dei vaccini per il SARS-CoV-2.
Ill.mo Signor Presidente Draghi, questa O.S. COSAP, ha sempre e con fermezza, manifestato la sua
contrarietà a forme di discriminazione legate al compimento o meno del ciclo vaccinale ed ancor di più è
contraria all’imposizione dell’obbligo vaccinale in generale ed in particolare per la categoria che si fregia di
rappresentare, gli operatori della Polizia di Stato.
Siamo fermamente convinti che si debba garantire a tutti la libertà di scelta se sottoporsi o meno ad
un determinato trattamento sanitario.


Prendiamo atto che con la circolare del Ministero dell’Interno- Dipartimento della Pubblica
Sicurezza- Direzione Centrale di Sanità, n° 850/A-20865 del 19.11.2021, codesto Dipartimento ha fornito
opportuni aggiornamenti sulla somministrazione della terza dose di vaccino anti SARS-CoV-2. In essa si fa
riferimento ad un dato della SIAARTI, che immaginiamo derivi da studi validati dalla comunità scientifica –
cui tutti dovremmo affidarci come opportunamente suggerito nella circostanza, secondo il quale allo stato
attuale il 95% dei posti letto in terapia intensiva sarebbe occupato da soggetti non vaccinati.
Accade però che, leggendo i dati dell’ultimo Report esteso dell’ISS (Istituto superiore di sanità),
relativo, tra le altre cose, al monitoraggio delle terapie intensive nel periodo 08/10/2021 – 07/11/2021(vedasi
tabella di seguito), emerge un dato di diverso tenore. In esso si evidenzia come vi siano stati 424 casi di
persone non vaccinate ricoverate in terapia intensiva, dunque il 64% del totale. La restante percentuale è
composta da persone che hanno già iniziato la profilassi vaccinale, avendo fatto almeno una dose. Anche a
voler considerare solo i vaccinati con doppia o tripla dose (booster), essi rappresentano comunque il 33,8%
dei casi, una percentuale ben maggiore del 5% citato nella circolare. Non si comprende questa difformità di dati così lampante, atteso che il report in questione deriva proprio da una fonte autorevole quale è l’Istituto
Superiore di Sanità che peraltro, a differenza delle percentuali fornite dall’associazione SIAARTI, espone
dati dettagliati e particolareggiati, che danno contezza dei meccanismi di calcolo. La stessa SIAARTI ha
lanciato l’allarme per il prossimo collasso delle terapie intensive ma, sempre dai dati dell’ultimo report n°79
dell’I.S.S. si legge: “ il tasso di occupazione delle risulta che le terapie intensive è al 5,3% (rilevazione
giornaliera Ministero della Salute del 16/11/2021); il tasso di occupazione delle aree mediche a livello
nazionale è pari al 6,9%”.

La COSAP è da sempre per la libertà di scelta se vaccinarsi o meno e tale diritto può concretamente
essere esercitato solo se le informazioni vengono correttamente fornite, illustrando i vantaggi e gli eventuali
svantaggi della vaccinazione diversificati per le diverse casistiche. Nella circostanza, ci teniamo a
sottolinearlo, non è nostra intenzione dibattere sulla efficacia del vaccino, quanto piuttosto pretendere che gli
studi ed i relativi dati vengano riportati nella loro interezza e possano essere validamente consultati, proprio
nell’ottica appena esposta. Altrimenti potrebbe anche accadere che chi pensa di “essere al riparo” dalla morte
da Covid-19, avendo completato il ciclo vaccinale, possa abbassare la guardia e non proteggersi
correttamente con le usuali misure di profilassi.


Segnaliamo un aspetto molto importante per la salute dei colleghi, che stando ad un recente studio
dell’Università di Newcastle, addirittura i guariti da covid potrebbero essere danneggiati da un’eventuale vaccinazione: una ricerca ha evidenziato come su 972 operatori sanitari che avevano contratto il Covid,
quelli che si sono successivamente sottoposti all’inoculazione hanno visto “aumentare i rischi di eventi
avversi”. Sul tema il dottor Paolo Gasparini -direttore di Genetica Medica a Trieste e membro del Consiglio
Superiore di Sanità- ha spiegato: “sono immuni contro tutte le porzioni del virus a differenza dei vaccinati
che sono stati immunizzati solamente contro la proteina Spike (una parte del virus). Diverse pubblicazione
scientifiche inoltre dimostrano chiaramente che l’immunità naturale è maggiore e di più lunga durata di
quella determinata dai vaccini”. Chi guarisce, dunque, dovrebbe essere escluso dalla campagna di
somministrazione: “Normalmente nei soggetti guariti da un’infezione virale e con anticorpi circolanti non si
procede ad una vaccinazione. Non si capisce quale è il razionale per fare un’eccezione”.


Al dott. Gasparini fa eco il prof. Massimo Galli che sul tema ha dichiarato: “Sa chi, secondo me, non deve
essere vaccinato? I tantissimi guariti che hanno un gran bel po’ di anticorpi e che è assurdo vaccinare,
perché spesso diamo loro effetti collaterali e non aggiungiamo molto alla loro capacità di difendersi”.
Sempre Galli si esprime così: “in Italia” secondo i dati “abbiamo 4,6 milioni di guariti dal covid,
probabilmente sono 7 milioni in tutto. Siamo oltre il 10% della popolazione italiana che ha già incontrato il
virus. La politica delle vaccinazioni verso queste persone dovrebbe essere diversa; non è detto comunque
che per loro le vaccinazioni siano sempre un vantaggio. Ci sono nazioni in Europa in cui la presenza
acclarata di anticorpi dopo la malattia consente una sorta di green pass”, osserva.
Non si può tacere che allo stato attuale, valutando i numeri, cioè i ricoveri e l’occupazione delle
terapie intensive, non appare assolutamente logica una normativa, di natura emergenziale, che imponga a
determinate categorie l’obbligo vaccinale. Qualora ciò avvenga, non essendo dinanzi ad una
somministrazione vaccinale “libera” e previa sottoscrizione di consenso informato, riteniamo che non debba
operare il c.d. “Scudo Penale” (Artt. 3 e 3-bis d.l. n. 44 del 2021, conv., con modif., in L. n. 76 del 2021) e
pertanto che il personale medico/infermieristico inoculatore, appartenenti o meno all’amministrazione della
P.S., nonché lo Stato in senso ampio, debbano farsi carico di qualsivoglia effetto avverso correlato alla
somministrazione dei vaccini de quo.


Sull’autorevole rivista scientifica The Lancet è comparso recentemente un contributo di Günter
Kampf (docente appartenente alla facoltà di Igiene e Medicina Ambientale dell’Università di Greifswald, in
Germania) per cui vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante
nella trasmissione del virus, “In Massachusetts, USA, sono stati rilevati un totale di 469 nuovi casi di
COVID-19 durante vari eventi nel luglio 2021 e 346 (74%) di questi casi riguardavano persone
completamente o parzialmente vaccinate, di cui 274 (79%) erano sintomatici”. “I valori di soglia del ciclo
erano similmente bassi tra le persone completamente vaccinate (media 22,8) e le persone non vaccinate, non
completamente vaccinate o il cui stato di vaccinazione era sconosciuto (media 21,5), indicando un’elevata
carica virale anche tra le persone che erano completamente vaccinate”. Si legge ancora nel contributo
uscito su The Lancet: “Negli Stati Uniti, al 30 aprile 2021, sono stati segnalati un totale di 10.262 casi di
COVID-19 nelle persone vaccinate, di cui 2.725 (26,6%) erano asintomatici, 995 (9,7%) erano ricoverati in
ospedale , e 160 (1,6%) sono morti”. Scrive ancora il docente tedesco: “In Germania, il 55,4% dei casi
sintomatici di COVID-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni riguardava individui completamente
vaccinati e questa percentuale aumenta ogni settimana”.
E’ dimostrato scientificamente che questo vaccino non offre grandi chance nel frenare il contagio
facendo conseguentemente venir meno i necessari presupposti di ragionevolezza e proporzionalità utili, a
giudizio della scrivente O.S., al superamento del vaglio di legittimità costituzionale per imporre l’obbligo
vaccinale

Il sindacato di Polizia COSAP è contrario a tale scenario e con la presente diffida formalmente le
SS.VV. , per ogni ambito specifico, dal prevedere per decreto l’obbligatorietà per i poliziotti che liberamente
hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale; altresì diffida dal porre in essere qualsivoglia
provvedimento (ad es. sospensione dal servizio, cambio di mansione, blocco stipendiale…) che interessi il
personale che si sottragga al paventato obbligo vaccinale che, con sempre maggiore insistenza, viene
prospettato dai media per poi empiricamente tramutarsi in provvedimenti di legge.
Invitiamo il governo a non andare oltre e confidiamo sul fatto che questo nostro scritto possa indurre
a delle profonde riflessioni e scongiurare l’imposizione dell’obbligo vaccinale.

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