Il procuratore di Trapani, “Basta trattare i pm come associazione a delinquere”

Lettura 1 min

Sembra che le intercettazioni siano un capriccio dei pm che giocano a spiare le persone. Veniamo trattati come un’associazione a delinquere”. Lo dice in un’intervista alla Stampa il procuratore di Trapani Gabriele Paci. Quanto a Messina Denaro il procuratore non si stupisce delle reti di complicità. ”Questa è Trapani. Una roccaforte, se la definizione non risultasse ormai perfino patetica. Questo era un paradiso fiscale per i corleonesi. Banche, finanziarie e prestanome arrivano in Lussemburgo. Riina passava le proprietà tra Mazara e Castelvetrano, investiva in terreni e immobili. Si appoggiò ai trapanesi per vincere la guerra di mafia contro i palermitani, incoronando il fedelissimo padre di Messina Denaro, don Ciccio, vieni capo provinciale”. 

Quanto all’oggi ”l’immagine della città è cambiata, il sostrato sociale e criminale no”. Tornando sulle intercettazioni, sottolinea il procuratore di Trapani, ”sono imprescindibili per corruzione e reati economici”. Il ministro denuncia gli abusi. ” Quali? Quanti? Si è violata la legge? Ha gli strumenti per accertarlo e, nel caso, intervenire”. Quanto alla scarsa sensibilità sulla privacy per Paci ”è una questione di preparazione, di cultura. Ma attenzione a non buttare il bimbo con l’acqua sporca”. Senza intercettazioni non si possono fare le indagini? ”Per reati come la corruzione, le possibilità sono nulle. Se la politica vuole elevare la privacy a valore assoluto, a scapito di ogni esigenza di sicurezza collettiva, lo dica. La privacy è più importante della corruzione? Ne prendiamo atto. Ma sia chiaro che significa chiudere gli occhi di fronte a una radicata realtà criminale”. In questi anni ”abbiamo non solo neutralizzato la cupola stragista, ma chiuso le scuole di formazione dei nuovi quadri. Impedendo che un nuovo Messina Denaro crescesse “sulle mie ginocchia”, come diceva Riina. Per farlo, abbiamo tagliato l’erba ogni giorno, con la legislazione antimafia. Ora per qualcuno il tagliaerba non serve più”.

Foto di Matthew Ansley

Servizio Precedente

Confcommercio, innescata la marcia della recessione

Prossimo Servizio

La bidella pendolare e la scuola del precariato davanti ad un Nord muto o farfugliante. A quando concorsi su base territoriale?

Ultime notizie su Cronaca