Il ministro Azzolina vittima di fake?

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di Laura Aresi – Lo dobbiamo ammettere: Lucia Azzolina, in arte il Ministro della Pubblica Istruzione, o titolare del dicastero itinerante con sede curiale in via Trastevere, in queste ore ci fa tenerezza.

Nel suo affannoso rincorrere di qua e di là, di su e di giù per il web le testate più o meno giornalistiche, più o meno in buona fede che fanno a gara a ricamare su ogni sua singola virgola, su ogni suo minimo vaticinio lanciato dai social, dalle cumparsate televisive, dalle audizioni alle Camere ci pare un’eterna Angelica in fuga, che non si capisce bene se insegua o sia inseguita dalle fake news di cui è convinta di essere vittima. E noi, che ormai possiamo dirci esperti del genere letterario, contiamo sempre fino a dieci prima di dare una notizia che la riguardi, per rispetto non solo suo ma anche della scuola che rappresenta (altri diranno che vogliamo goderci lo spettacolo: lasciamoli parlare).

Ecco perché oggi, aspettando le famigerate linee guida di quella Didattica Digitale cui alludevamo in una delle nostre prime meditazioni sulla Nuova Scuola, linee che dovrebbero uscire – stando alle parole della Lucia Nazionale – nei prossimi giorni previo vaglio del Consiglio Superiore del Miur – ci permettiamo di empatizzare, con un sorriso sempre ariostesco, pensandola incatenata a quel banco a rotelle come un’Angelica allo scoglio in balia dell’orca assassina, a meditare su quei versi famosi (56-59, vi aiutiamo noi) del primo canto del Furioso:

forse era ver ma non però credibile/ a chi del senso suo fosse signore; ma parve facilmente a lui possibile, ch’era perduto in via più grave errore.

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