Il governo scarica sui presidi la responsabilità: “Impossibile garantire distanziamento”

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Il rientro in classe al 100% crea problemi seri. Noi per la capienza delle nostre aule non potremo assolutamente rispettare il distanziamento. Il che ci porterà naturalmente ad alternare con la dad”. A dirlo all’AdnKronos è Maria Rosaria Rao, Dirigente scolastico del Liceo “T. Campanella” di Reggio Calabria. “Hanno riversato su noi presidi una grossa responsabilità – aggiunge -, ma noi qui abbiamo questi spazi, questi metri quadri, come si fa a garantire il distanziamento? Fra l’altro, con la variante inglese la distanza di un metro, a quanto pare, non è nemmeno sufficiente. Bisognerà per forza alternare con la dad. Non ci sono garanzie per le distanze. Se poi i ragazzi si contagiano, tornano in famiglia e passano il virus a chi vive con loro? O, viceversa, se i genitori, che lavorano, contagiano i ragazzi che poi tornano in aula?”. L’altro problema, prosegue la preside, “sono i trasporti, perché ci sono stati i tavoli tecnici con le prefetture, si è discusso, ad esempio, di orari differenziati, ma alla fine questi orari e questi mezzi di trasporto non è che siano garantiti. Inoltre c’è il problema del tracciamento dei contagi. E poi i docenti sono stati vaccinati, ma solo con la prima dose. E nemmeno tutti. Insomma c’è un insieme di problematiche che non ci danno assolutamente serenità”. 

Subito dopo la preside spiega: “Noi stiamo lavorando e verificando per capire come poter organizzare il ritorno in classe al 100%, ma ritengo sia molto difficile. Fra l’altro consideriamo che i contagi in Calabria non stanno assolutamente diminuendo. La decisione del rientro in classe, dunque, sarebbe una grande idea, ma solo se accompagnata dalle necessarie misure sul tracciamento, sul trasporto pubblico, sulle vaccinazioni. Altrimenti come facciamo? Dobbiamo monitorare settimanalmente i ragazzi? Quindi preparare un piano epidemiologico? E il tutto in pochi giorni? Davvero c’è il tempo materiale per risolvere tutte queste problematiche prima del 26 aprile?”. Quanto all’ipotesi di tamponi salivari una volta a settimana a tutti gli studenti, “non sono mai cominciati”, ragione per cui, aggiunge la preside, “questa riapertura mi sembra troppo prematura, le difficoltà sono troppo serie. Io sono per un ritorno in presenza, ma la scuola è un luogo di assembramento, per questo sono scettica. Dicono che sono stati stanziati milioni per le scuole, però alla fine gli spazi che avevamo sono rimasti identici, gli orari dei trasporti sono gli stessi, il tracciamento non c’è, ma un ritorno al 100% deve avere delle garanzie, perché se poi si verifica un contagio qui a scuola, la responsabilità è di noi presidi. Non è del governo o delle famiglie, ma nostra, ne rispondiamo come datori di lavoro. Sono certa che bisognerà tornare alla dad”. 

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