Il conclave dei governatori piemontesi

Lettura 3 min

di Roberto Gremmo – Nelle cose peggiori, destino infausto, il povero Piemonte è sempre destinato a fare da apripista. Proprio la regione che nell’Ottocento scatenò per prima decenni di guerre d’aggressione per la cupidigia della Corona e della borghesia ingorda e militarista, ebbene proprio questo povero Piemonte traccia il solco dell’intesa aperta fra i partiti di tutto lo schieramento politico italiano.

E’ infatti notizia di ieri che Alberto Cirio presidente di una giunta regionale composta da Fratelloni d’Italia, Forse Italia e Lega per Mohito premier ha convocato un conclave unitario con gli ex presidenti Bresso e Chiamparino targati Pd, Ghigo forxista e Cota che era diventato governatore per la Leghissima, prima di approdare anche lui a quel poco che resta del partito berlusconiano. Del lieto evento ci dà notizia “Repubblica” suonando trombe e trombette con un titolo euforico di stampo patriottico: “Cirio arruola gli ex presidenti per la ripartenza del Piemonte”. 

La nuova invitta armata della bagna cauda e dei grissini è stata messa in allerta quando l’amatissima Fiat (ora, sigla imbarazzante, FCA) che a Torino è la vera padrona ha voltato per l’ennesima volta le spalle alla citta preferendo realizzare nel Meridione il nuovo stabilimento Stellantis che tutti speravano potesse nascere in Piemonte dando una boccata d’ossigeno all’occupazione industriale, sempre più in difficoltà.

Naturalmente l’incontro dei presidentissimi si è risolto in un niente e non c’è da stupirsi perché se è vero che, per vasi comunicanti, rappresentavano l’unione di tutti i partiti politici italiani (Cirio centrodestra, Cota e Ghigo il centro e gli altri due la Sinistra) il loro peso sulle decisioni della multinazionale degli Elkan è pari a zero. Tutti questi signori (e signora democratica) quando hanno governato sono stati sempre e coerentemente, pronti ad esaurire i desiderata del colosso automobilistico e ad assecondare senza discutere tutte le sue richieste. Da quando è nata la Regione Piemonte non c’è mai stato un atto, un gesto, un sospiro di autonomismo e di indipendenza da parte di chi ha esercitato quel poco di potere che le ha concesso lo Stato italiano, perciò figurarsi se un super potere sovranazionale come la FCA può dar retta ad una classe politica periferica, debole e senza forza (direi anche senza gran consenso, visto che a votare vanno sempre meno).

Stellantis va al Sud perché la pluriennale politica di assistenzialismo meridionalista garantisce ottime condizioni fiscali ed offre lucrosi contributi nel Sud ed ovviamente il capitalismo più intraprendente ne approfitta. Ma le leggi demagogiche per il Mezzogiorno sono state approvate anche perché lor signori presidenti del Piemonte non hanno mai alzato la voce. Adesso si piangono addosso, ma più in là non possono andare. Abituati a stare in ginocchio, non riescono più ad alzarsi. Povero Piemonte.

Servizio Precedente

Piemonte, visite in ospedale: accessi facilitati per i vaccinati

Prossimo Servizio

Meno di 1000 spettatori ad apertura Olimpiadi il 23 luglio

Ultime notizie su Cronaca