Giustizia e consulenze: arrestato avvocato Amara. Sotto accusa ex procuratore di Trani

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Da procuratore di Trani Carlo Maria Capristo ”disponeva lo svolgimento d’indagini, anche approfondite ed inconsuete, se non illegittime (fra cui escussioni ed acquisizione tabulati)” sulla base di un esposto anonimo fatto consegnare dall’avvocato Piero AMARA. Questa l’accusa della procura di Potenza per la corruzione in atti giudiziari contestata per il filone del tentativo di accreditare AMARA presso l’Eni. A insospettire gli inquirenti sono state le anomale modalità di ricezione di un esposto, ”recapitato a mano, pur essendo anomalo, direttamente presso l’ufficio ricezione atti” della Procura di Trani ”senza che risultasse chi lo avesse consegnato e poi regolarmente protocollato, assegnato ed iscritto”. Nonostante la ”natura anonima dell’esposto”, Capristo sollecitava i magistrati co-delegati ”in più occasioni ad effettuare ulteriori approfondimenti investigativi che risultavano funzionali agli interessi di Piero AMARA che aveva inviato gli esposti e che aveva necessità di rafforzare e ‘vestire’ la tesi del complotto contro l’ad di Eni De Scalzi”. Capristo, inoltre, ”accettava una interlocuzione assolutamente impropria ed anomala” con AMARA, sulla base degli esposti anonimi, sebbene il nome dell’avvocato siciliano non risultasse in alcun modo né era ”nominato formalmente da un soggetto processuale legittimato”. Ne consegue, secondo la procura di Potenza e secondo la Guardia di finanza, che questa ”condotta compiacente consentiva ad AMARA di proporsi e mettersi in luce presso l’Eni per un verso come punto di riferimento e tramite verso l’autorità giudiziaria in quella specifica vicenda e, per altro verso, come legale meritevole di nuovi ed ulteriori ben remunerati incarichi”. 

 L’avvocato Pietro Amara e il poliziotto Filippo Paradiso – in carcere nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza – avevano messo in atto “un’incessante attivita’ di raccomandazione, persuasione e sollecitazione” in favore del giudice Carlo Maria Capristo “su membri del Csm (da loro conosciuti direttamente o indirettamente) e su” persone “ritenute in grado di influire su questi ultimi” in occasione della pubblicazione di posti direttivi vacanti d’interesse” dello stesso Capristo, “fra cui la Procura generale di Firenze, la Procura della Repubblica di Taranto ed altri”.

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