Giorgetti: Matteo, spostati al centro altrimenti Lega sarà annientata. Aprire al Ppe

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Più chiaro di così… La svolta a destra potrebbe essere arrivata a fine corsa, dice in modo esplicito Giancarlo Giorgetti. Non si può essere antieuropeisti a prescindere. Non si può essere dei Signor No per tutta la vita. Si tratta di capire, finché si è in tempo, che essendo la Lega primo partito in Italia, occorre capitalizzi evitando di rischiare di trovarsi incastrati all’angolo.

Anzi, agli angoli. Tra Fratelli d’Italia che cresce e un’Europa in cui non può essere che sia solo l’avvocato Conte a a dialogare e trattare. Ecco le parole dell’economista di fatto della Lega: “Aprire un dialogo col Ppe” perché “è chiaro che la Lega dovrà avviare un movimento verso il centro, oppure correrà il rischio di essere annientata”. Sono i due passaggio centrali, e anche le due ricette, che Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega offre come consiglio politico a Salvini nel corso di un colloquio con la Repubblica.

 Secondo Giorgetti “non si tratta di entrare nel Partito popolare, sia chiaro, non ci dobbiamo sposare, io non voglio fare matrimoni con nessuno. Ma dobbiamo prendere atto che l’Europa esiste, piaccia o no. E io ritengo che il partito che governa in quindici regioni ed e’ primo in tutti i sondaggi, una Lega di governo, debba confrontarsi con chi comanda in Europa: ovvero col Ppe”.

“E chi è determinante nel Ppe”, si chiede il vice di Salvini. Risposta: “La Cdu tedesca”. E “siccome adesso si va verso il rinnovo della segreteria della Cdu, sarà importante avviare un dialogo con chi guiderà quel partito. Non vuol dire che bisogna smettere di essere sovranisti – analizza Giorgetti – ma di vivere questa accezione nel senso che la sovranità appartiene al popolo. Che poi, se ci pensate, anche Orban è in quel partito e mica lo cacciano, ci sarà un perché”. Quindi Giorgetti ribadisce: “Io non parlo di ingresso ma di confronto. Se una discoteca è aperta, si può pur sempre entrare a vedere, conoscere gente. Poi se dentro c’è una ragazza che piace magari mi fidanzo. Oppure no. Ma intanto bisogna andare a vedere, a conoscersi” è la sua metafora. 

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