Fermiamo l’esodo degli operatori sanitari

12 Marzo 2023
Lettura 1 min

di Gigi Cabrino Tra il 2000 e il 2022 circa 131.000 medici e 48.000 infermieri hanno lasciato il nostro servizio sanitario per trasferirsi all’estero.

Il settore salute del sindacato UGL chiede con forza che si prendano provvedimenti per rendere più appetibile il lavoro nei nostri ospedali e fermare questo esodo di professionisti preparati e specializzati.

“Solo chi per anni ha girato la testa e ha fatto finta di non vedere può rimanere insensibile alla fuga all’estero di tanti, troppi, operatori sanitari italiani. I dati dell’Ocse parlano di un vero e proprio esodo di massa. E così, zavorrato verso il fondo anche dal blocco del turn over, il nostro SSN è affogato con la complicità di molti” dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.

Insomma, parliamo di circa tre miliardi e mezzo di euro investiti a vuoto visto che ormai questi medici e infermieri svolgono le loro mansioni in altre nazioni. Un danno non solo economico ma anche di forza lavoro per un settore, la sanità, dove la carenza degli organici è un’emergenza indifferibile.

Bisogna dare risposte concrete, e ci rivolgiamo al Ministro Schillaci sensibile all’argomento, per tornare a rendere appetibili le professioni sanitarie e provare a far riprendere la strada di casa a chi ha scelto di lasciare l’Italia.

Servono emolumenti adeguati, bisogna garantire agli operatori di svolgere la professione in ambienti sicuri, dignitosi e garantendo loro turni che non siano massacranti e prevedano i giusti riposi come per chiunque svolga lavori usuranti quali sono quelli della sanità.

Serve intervenire in fretta perché il limite per garantire un SSN giusto e che soddisfi l’esigenza di assistenza dei cittadini è stato superato da un pezzo” conclude Giuliano.

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