Federalismo fiscale, avanti pianissimo

12 Marzo 2023
Lettura 2 min

di Gigi Cabrino – La bozza di riforma fiscale contenuta nel ddl che il viceministro Leo porterà in CDM prevede maggiori competenze in ambito fiscale per regioni ed enti locali.
Come informa Italia Oggi “La parola d’ordine della delega fiscale per gli enti locali è autonomia finanziaria. Un’autonomia funzionale a portare a termine il percorso attuativo del federalismo fiscale rimasto in naftalina per oltre dieci anni”.
“Per le regioni i trasferimenti statali saranno sostituiti dalle compartecipazioni. All’Irpef e all’Iva, quest’ultima calcolata sul gettito prodotto nel luogo effettivo di consumo, ossia il luogo in cui avviene la cessione dei beni, secondo il principio di territorialità”.


“I comuni invece sono destinati ad avere tutto il gettito dell’Imu sugli immobili di categoria catastale D (capannoni industriali) oggi diviso a metà con lo Stato, e potranno ricevere anche il gettito dei tributi sulle transazioni immobiliari. La piena attuazione del federalismo dovrà comunque garantire la perequazione, essenziale per superare le differenze territoriali e garantire sufficienti fondi agli enti con minore capacità fiscale. Il disegno di legge che il viceministro all’economia Maurizio Leo porterà la settimana prossima in consiglio dei ministri riconosce a regioni, comuni e province più autonomia anche sul fronte della semplificazione degli adempimenti e dei procedimenti tributari. Il ddl estende infatti anche agli enti i principi contenuti negli articoli 16, 17, 18 e 20 che puntano a creare un nuovo rapporto tra fisco e contribuente improntato alla semplificazione, alla compliance e alla riforma della riscossione che avrà all’orizzonte un progressivo superamento del ruolo e l’accesso più semplice alla rateizzazione a 120 rate. Che ci sia qualcosa da cambiare emerge chiaramente dalle slide del Mef che accompagnano il ddl.

Ogni 100 euro riscossi, 9,2 euro sono costi che restano a carico della pubblica amministrazione. E l’amministrazione finanziaria ha ancora in pancia 174 milioni di cartelle per un valore di 1.153 miliardi di euro. Il 30% di queste cartelle è stato notificato prima del 2010, mentre un altro 30% è costituito da cartelle notificate tra il 2011 e il 2015.Secondo la fotografia del ministero, solo il 20% degli atti notificati annualmente viene regolarizzato nel periodo successivo alla notifica. Un ulteriore 25% viene regolarizzato nei successivi 4-5 anni, mentre il restante 55% rimane in magazzino”.


“Le regioni saranno autonome nel disciplinare i tributi di propria competenza soprattutto per quanto riguarda gli istituti dell’accertamento esecutivo e della definizione agevolata. La stessa cosa varrà per i comuni e le province che sui propri tributi potranno riconoscere ai contribuenti la possibilità di adempiere mediante compensazione e anche la chance di poter beneficiare di sistemi premiali di riduzione delle sanzioni in caso di adempimento spontaneo. Per comuni e province la delega prevede espressamente la razionalizzazione e il riordino dei tributi locali. I decreti legislativi che il governo dovrà adottare entro 24 mesi dall’entrata in vigore della delega si candidano a riscrivere la disciplina del fisco locale con riferimento ai soggetti passivi, alla base imponibile, al numero delle aliquote, alle esenzioni e alle agevolazioni fiscali”.


“Una rilevante novità è poi costituita dalla facoltà per gli enti di razionalizzare quelle entrate (non solo tributarie ma anche di carattere patrimoniale come il canone unico) che generino un gettito trascurabile a fronte invece di elevati costi di adempimento per i contribuenti.

La delega, infine, non dimentica la lotta all’evasione e all’elusione fiscale promettendo di modernizzare il sistema di rilevazione dei dati a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle entrate”.
Che sia la volta buona per una vera autonomia finanziaria degli enti locali?

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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