Esce la verità. 8 contagiati su 10 sono infermieri. Mandati allo sbaraglio e ora si tace?

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Il tempo, si dice, è galantuomo. Ma espone anche i dati terribili di una sanità che non ha protetto i propri operatori. I dati Inail sono sconcertanti perché dicono che “noi infermieri italiani – spiega Antonio De Palma, presidente del Nursing Up – siamo stati mandati come soldati allo sbaraglio. L’83% dei casi denunciati di avvenuto contagio, tra gli operatori sanitari, sono infermieri: 8 casi su 10”.

“I nostri approfondimenti ora ci pongono domande sulla esaustività di questi dati. Quanto sono rappresentative della realtà complessiva queste cifre? Qui stiamo parlando di numeri basati sulle denunce e sui casi conclamati: ma noi ci chiediamo, quanti sono gli altri? Parliamo degli infermieri che sono rimasti contagiati nel silenzio assoluto, e soprattutto di tutti quei colleghi deceduti senza che venisse loro effettuato un tampone”.

E che dire del privato? “Bisogna estendere lo sguardo a quanto è accaduto nelle strutture private, nei centri anziani e in tutto quel micromondo dove operano tanti altri uomini e donne, professionisti come noi – prosegue il presidente di Nursing Up – per quanto riguarda i decessi, il 40% delle vittime si è verificato nel mondo sanitario. Di questi il 63% dei deceduti, erano infermieri”. Gli infermieri italiani, conclude De Palma, “quelli che sono sopravvissuti, malconci, feriti dentro, stanchi, ed arrabbiati come non mai, pretendono adesso una spiegazione. E rivendicano rispetto: per quello che hanno profuso in termini di impegno e pagato in termini di danni fisici e morali”.

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