Erdogan: da dittatore a galantuomo, è un attimo

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di Luigi Basso – Poco più di due mesi fa, l’8 aprile, Draghi si esibiva in una gaffe spettacolare su Erdogan, definito in mondovisione, improvvidamente, “un dittatore”.
Naturalmente tutti i media di regime, che hanno come unico compito quello di “difendere sempre Draghi, che è uno statista bello, intelligente, furbo, aitante, che tutto il mondo ci invidia e vorrebbe imitare”, si erano scapicollati a dare ragione al Premier italico, facendo notare che la dichiarazione di Draghi non era affatto una gaffe, ma una mossa strategica internazionale talmente raffinata che pochissimi ne intuivano le conseguenze.


Infatti, poche ore dopo, Lampedusa era invasa da migranti provenienti dalla Libia, controllata proprio da Erdogan.
Ieri, a Berlino, la parabola di Draghi ha toccato uno dei punti più bassi.
La Merkel si è presa sotto braccio il neofita Premier-per-caso italiano ed ha apparecchiato sotto gli occhi di tutto il mondo la più limpida delle conversioni sulla via di Damasco: Erdogan dittatore? Ma no, Draghi non l’ha mai detto e se lo ha detto avete capito male e comunque era tanto tempo fa, due mesi fa, insomma.


No, Erdogan è un alleato insostituibile contro l’immigrazione selvaggia, meno male che c’è lui, di più : in cambio del suo prezioso contributo gli garantiamo una vagonata di soldoni cash per sostenere ed alimentare il suo splendido regime, faro di civiltà in Medio Oriente.


Poi, Angelona ha messo a sedere il collega e gli spiegato per la centesima volta che le regole europee sui migranti non si toccano e lo ha quindi rispedito a casa con una bella pacca sulle spalle.
E i giornaloni italiani che cosa raccontano della disfatta berlinese e degli schiaffi presi da Draghi ?
Beh, dicono che, forse, a causa della ripresa dei contagi nel Paese più vaccinato d’Europa, la finale degli Europei di calcio non si giocherà a Wembley, ma a Roma.


Questo certificherebbe ancora, dicono, che abbiamo il Premier pù bello, forte, astuto, etc etc del mondo e tutti ci invidiano per questo e, ovviamente, ormai Super Mario guida con mano sicura l’UE come un moderno Napoleone.
Con un’informazione così, cosa potrà mai andare storto?

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