Draghi sbaracca dopo un secolo la baraccopoli di Messina: costo 100 milioni

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 Il Governo ha presentato al dl Covid-giustizia, in commissione Affari costituzionali al Senato, un emendamento sulla BARACCOPOLI di Messina. La proposta prevede che “al fine di attuare, in via d’urgenza, la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, il risanamento, la bonifica, la riqualificazione urbana e ambientale delle aree ove insistono le BARACCOPOLI della città di Messina”, il prefetto della città sarà nominato commissario straordinario del Governo per un anno, con una possibile proroga fino al 31 dicembre 2023. L’incarico è a titolo gratuito. Il nuovo commissario dovrà emanare un ordinanza entro due mesi dalla sua nomina sull’esatta perimetrazione dell’area delle BARACCOPOLI“, anche al fine “della successiva individuazione delle strutture abitative da sottoporre a sgombero e demolizione”. Allo scopo vengono stanziati 100 milioni di euro.

 Il commissario sarà affiancato da una struttura di supporto composta da 7 persone provenienti da altre amministrazioni pubbliche, in posizione di comando, distacco o fuori ruolo. Per le attività strumentali agli interventi di demolizione e rigenerazione urbana, e per ogni altra attività di carattere tecnico-amministrativo connessa alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione di lavori, il Commissario straordinario può avvalersi, di uffici statali, di società partecipate, di strutture del Comune di Messina e delle società controllate dal medesimo, e, previa intesa, degli uffici della Regione Sicilia. 

Ecco il servizio del nostro quotidiano pubblicato nel dicembre scorso a firma di Giuseppe Rinaldi

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