Dopo un anno gli Usa discutono ancora delle statue di Cristoforo Colombo

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 Una giudice di Philadelphia ha stabilito che la statua di Cristoforo Colombo potrà rimanere al suo posto nella Marconi Plaza, a Philadelphia, bloccando così la decisione presa dalle autorità cittadine di rimuoverla. Nella sentenza di sette pagine, la giudice della Common Pleas Court Judge, Paula Patrick, afferma che la decisione di rimuovere la statua del navigatore italiano – attaccato e criticato come simbolo del genocidio dei nativi americani – non ha nessun fondamento legale. “E’ sconcertante per questa Corte vedere come la città di Philadelphia voglia rimuovere la statua senza fondamento legale, l’interno argomento della città manca di ogni giustificazione legale” scrive la giudice contestando la decisione presa lo scorso settembre dalle autorità competenti cittadine sulla base del parere espresso a luglio dalla Philadelphia Historical Commission. A nome del sindaco Jim Kenney, un portavoce ha detto che si stanno esplorando “varie opzioni, compreso l’appello” e che intanto “la statua rimane a Marconi Plaza”.

Festeggia per la decisione della giudice il comitato degli “amici di Marconi Plaza”, guidato da Rich Cedrone che ha avviato la causa legale a difesa della statua, finita, come altre statue di Colombo in giro per il Paese, nel mirino delle proteste scoppiate nel giugno del 2020 dopo l’omicidio Floyd, caratterizzate dall’attacco a decine di statue di generali confederati. Ora il comitato intende chiedere alla città di rimuovere la struttura che era stata costruita intorno alla statua di Colombo. 

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