De Luca pronto a chiudere le scuole. “Se governo non vede i dati farò da solo”

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E’ possibile in Italia affrontare un qualunque problema, a maggior ragione quelli di particolare delicatezza, senza ideologismi, partendo dai dati di fatto, e usando la ragione laica? Quello della scuola è un tema sensibile. Non esiste, nella nostra situazione, una soluzione perfetta. È necessario puntare alla scelta più utile per la salute e per la formazione, trovando il punto di equilibrio più ragionevole”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervistato oggi da La Stampa. “Io penso che, a partire dai dati sul contagio sui giovanissimi, sia utile fare le scelte più opportune – prosegue il governatore – Ritengo utile ritardare di due-tre settimane il rientro in classe, almeno per le primarie e le medie inferiori, e sviluppare una campagna di vaccinazione vasta per la popolazione studentesca. Sarebbe un sacrificio limitato, in cambio di un beneficio rilevante, soprattutto in un mese che registrerà prevedibilmente una forte crescita dei contagi”. A differenza dello scorso anno, le Regioni non possono più decidere in modo autonomo la chiusura delle scuole a meno che non si trovino in una situazione di “eccezionale e straordinaria necessità”. “Abbiamo proposto con grande pacatezza una riflessione che parte dai dati del contagio – ha concluso De Luca – Se si ritiene di ragionare, si possono fare le scelte più utili e meno dolorose nella situazione data. Se ci si chiude, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Io ho detto quello che penso. La decisione spetta al governo. Se poi la situazione dovesse diventare drammatica, la Regione farà quello che ritiene necessario per la tutela della salute pubblica”.

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