Cuneo fiscale ma al Sud. Se Giorgetti derubrica in “invidia” il malessere del Nord

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 di Stefania Piazzo – In politica mai dire mai. Giancarlo Giorgetti è a Napoli, e incalzato dalla stampa sull’ipotesi del taglio del cuneo fiscale al Sud, risponde così: “In tutto il mondo se vai a dire che tagli le tasse sono contenti. Magari – scherza – al Nord saranno solo un po’ invidiosi…”.

Ecco. Una domanda centrale e una risposta che taglia corto, anche troppo. C’è poco da scherzare però. Perché anche questa è una occasione persa per dire, magari, che esiste una questione meridionale e una settentrionale. Che lo Stato è il problema, la sua organizzazione, e che il problema è proprio negare le differenze e riderci su. Ma no, è solo invidia. Perché “a loro sì e a noi no”.

Sarebbero stati più spregiudicati e oggettivamente sinceri nel commentare Massimo Cacciari o Stefano Bonaccini, che in più riprese si sono sbilanciati per chiedere una presa di coscienza, di responsabilità da parte del governo, dei partiti, a cominciare dalla sinistra, sul Nord. Uno spazio politico lasciato libero, su cui Giorgetti minimizza con la scorciatoia del non parliamone. In fin dei conti la Lega ha occupato altri spazi al Sud, vuoi mettere?

Se davvero, come afferma Giorgetti, “la strategia di Salvini è quella di portare i nostri principi di autonomia e responsabilità ovunque”, ed è una strategia che sta avendo successo”, allora perché nei comizi non se ne parla? Perché non è più la madre di tutte le battaglie? Davvero una visione nazionalista può sposare i principi di autonomia? A partire da Lombardia e Veneto, sono principi usciti dalla battaglia politica. Dai radar ai microscopi scolastici giocattolo.

Il successo di Salvini sta nell’aver tolto il Nord dai piedi, ma non per diventare il partito dell’autonomia da Nord a Sud, ma per aver puntato tutto sugli sbarchi come tema di incasso elettorale. Una macchina monopolista da voti. Un problema reale, concreto, che però oscura il malessere e la crisi nera delle imprese che fanno Pil, di un tessuto che si sta impoverendo, che non ha ancora avuto la cassa integrazione, che non ce la fa più. Altro che invidia.

Salvini dice Giorgetti, “ha sfondato ovunque e funziona ovunque”. Basta non parlar dei problemi del Nord, basta non guardare in faccia quella realtà ma tenerla zitta, muta. E un 12% di consenso in più se ne è già andato. Sarà anche il primo partito, per ora, la Lega. Ma non è più il partito del Nord il cui residuo fiscale è oltre i 110 miliardi di euro. E’ qualcosa che si colloca più a destra della Meloni, della destra storicamente e culturalmente strutturata. E si vede.

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