Crisi, Renzi e C. Un casino mai visto di aspiranti statisti

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“La richiesta di un mandato esplorativo era l’unico modo per tenere in piedi il tentativo… altrimenti oggi avremmo dovuto dire no a Conte”. In ambienti renziani si argomenta così la mossa, oggi al Colle, di Matteo Renzi che al presidente Mattarella, così dicono fonti Iv, ha detto che non ci sarebbero le condizioni ora per un incarico a Giuseppe Conte perché “prima di tutto c’è da chiarire politicamente se c’è la maggioranza”. Prima un mandato esplorativo. Nel caso fosse questa la scelta del capo dello Stato, il principale indiziato è il presidente della Camera, Roberto Fico. Secondo quanto si sostiene tra i renziani, il tentativo Fico dovrebbe servire a sciogliere i nodi sul tavolo – politici e di programma – e quindi sul nome di “chi guida la macchina”, per seguire la metafora di Renzi oggi al Quirinale. Sarà ancora Conte a guidarla? Forse. Prima, dicono da Iv, vanno chiarite parecchie cose. Argomenti che, a quanto di riferisce, non ci sarebbe modo (né tempo) per affrontare nella chiamata oggi di Conte a Renzi. La ‘famosa’ telefonata che Iv chiede da settimane. Il premier dimissionario sarebbe stato convinto dagli ‘ambasciatori’ della maggioranza a fare il passo. In extremis. I renziani infatti parlano di una chiamata ‘last minute’, poco prima che la delegazione Iv salisse al Colle. Gesto comunque apprezzato ma “se lo avesse fatto prima…”. Un passaggio del contenuto della telefonata lo divulgano fonti Iv. “Conte ha chiamato Renzi. Renzi gli ha spiegato di non avere problemi personali, ma enormi questioni politiche con lui”, si legge.

 Ma oltre la questione Conte, c’è anche una questione maggioranza. Renzi dice di volere un governo politico e che un governo del presidente sarebbe accettabile solo come unica strada per evitare il voto. Ma non è la prima scelta. Però c’è bisogno di un passaggio: via i veti su Iv, dal Pd ma soprattutto dai 5 Stelle.. “Devono chiedere l’impegno di Italia Viva. E allora si discute sui contenuti.”. E la ‘provocazione’ è rivolta a quella parte del M5S che vuole Renzi fuori dalla porta, come ha detto ieri sera Alessandro Di Battista. E allora il senatore di Rignano la mette giù così. “Abbiamo sentito parole su di noi che sono al limite dell’insulto. Vogliamo capire dalle altre forze politiche se Italia Viva è parte o non parte della maggioranza, dicendolo con chiarezza visto che la caccia al singolo parlamentare non ha prodotto una maggioranza”. Sui ‘responsabili’, sul ‘calciomercato’ in Parlamento, sulle maggioranze ‘raccogliticce’, Renzi insiste più volte parlando al Quirinale. L’operazione condotta da Conte, finora non è riuscita: non c’è una maggioranza senza Iv. E Renzi presenta il conto: “Io non vedo altra maggioranza politica che non contenga Italia Viva. Ho letto che ci sarebbe dovuto essere un esodo biblico da Italia Viva, ma questo esodo non si è prodotto”.

E Renzi detta anche il timing del percorso alla maggioranza e a Conte. Così: “Prima si sceglie dove andare, poi con quale mezzo, poi si sceglie con quali persone e poi chi guida. Non siamo ancora a scegliere chi guida, ancora non siamo lì”. E aggiunge: “Noi non abbiamo fatto il nome di Conte perché riteniamo che siamo in una fase precedente. Le idee di Italia Viva servono o no? Abbiamo subito quindici giorni di fango, una guerra a cui non abbiamo risposto. Prima parliamo di contenuti e poi arriviamo alla discussione sui nomi. Devono dirci se vogliono stare con noi o no, e devono confrontarsi sulle idee, non sui tweet o gli hashtag”.

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