Crisi di consenso – Lega strappa con Draghi su Dad a scuola

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 L’obiettivo e’ il ritorno alla normalita’ e la riapertura del Paese, e la scuola e’ una priorita’. Per arrivarci l’unica strada percorribile resta quella della vaccinazione e anche di un atteggiamento differente nel trattamento tra vaccinati e non, che varra’ anche per gli studenti. Questa, si apprende, la posizione del presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo la decisione della Lega di non votare le misure approvate dal governo sulla scuola. Il premier, che ha sentito varie volte e nel corso di tutta la giornata il capodelegazione leghista Giancarlo Giorgetti, ha preso atto della decisione del Carroccio, ma in Cdm ha ribadito in maniera netta la posizione dell’esecutivo e non ha riaperto la discussione sulla decisione presa in cabina di regia.

“Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto approvato oggi in Cdm, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati”, ha fatto sapere la Lega al termine della riunione, aprendo la prima crepa nella maggioranza di governo dopo la conclusione della partita Quirinale. Non c’e’ alcuna discriminazione, e’ la replica di palazzo Chigi, la vaccinazione e’ la strada da seguire e chi decide di non vaccinarsi sara’ soggetto a delle limitazioni, nel mondo del lavoro cosi’ come nella scuola. “La scuola in presenza e’ da sempre la priorita’ di questo governo – ha detto Draghi in apertura del Consiglio dei ministri – il regime attuale delle quarantene troppo complicato e restrittivo, bisogna venire incontro alle esigenze delle famiglie e degli studenti, limitando di molto l’uso della didattica a distanza”, ha aggiunto Draghi annunciando che nelle prossime settimane il governo andra’ avanti su questo percorso di riapertura. “Sulla base dell’evidenza scientifica, e continuando a seguire l’andamento della curva epidemiologica, annunceremo un calendario di superamento delle restrizioni vigenti – conclude – i dati sulle vaccinazioni sono molto incoraggianti. Vogliamo un Italia sempre piu’ aperta, soprattutto per i nostri ragazzi”.

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