Covid, dimezzate del 50% le visite specialistiche

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Lunghe liste d’attesa, prenotazioni per prenotare ovvero per recarsi a prenotare. Un girone dantesco che il Covid ha catapultato su cittadini e pazienti rendendo ancora più a ostacoli il labirinto sanitario.

Alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del corinavirus si sono infatti registrati cali, anche superiori al 50%, per alcune visite specialistiche. E’ quanto riferito al Meeting di Rimini, durante l’incontro ‘Tempo di ripartire e tornare a curarsi: la salute non puo’ aspettare’, da Lucio Corsaro, direttore generale Medi-Pragma, societa’ di ricerca e consulenza nel settore della sanita’. “Una delle conseguenze non ovvie della pandemia Covid – ha osservato – e’ stato lo svuotamento degli accessi ambulatoriali. Oculisti, dermatologi, pediatri, medici di medicina di generale, hanno registrato un calo forte degli accessi, con punte del -57% andrologiche e -50% ginecologiche”. Secondo quanto rilevato, ha proseguito Corsaro, ancora, “anche le visite generiche quotidiane da medici di base e pediatri sono diminuite e non sono ritornate ai livelli dell’estate 2019. Il 48% degli italiani nel periodo Covid ha preferito rinviare visite mediche non urgenti per paura del contagio e per rischi avvertiti nel recarsi in ospedale o ambulatorio mentre il 12% le ha rinviate per minori disponibilità economiche”.

(red)

Photo by sandro porfirio

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