Corteo sotto casa del sindaco Gori. “Zona rossa non dipende da me”

Lettura 2 min

“Alcune centinaia di persone – ristoratori, commercianti e partite iva, insieme a gruppi organizzati di estrema destra, negazionisti e alcuni esponenti della Lega – hanno manifestato ieri sera davanti al Comune di Bergamo per protestare contro le chiusure decise dal governo. Un corteo e’ poi arrivato sotto casa mia e qui i manifestanti sono rimasti per piu’ di un’ora, sorvegliati dalla polizia, scandendo slogan, con bandiere, striscioni e fumogeni”.

Lo scrive su facebook il sindaco di Bergamo Giorgio GORI. “Non voglio esagerare la portata dell’episodio, per quanto non piacevole- aggiunge-. Riconosco il diritto di chiunque a manifestare e anzi capisco perfettamente la preoccupazione – in alcuni casi la disperazione – di chi vive della propria attivita’ e teme in queste ore che la nuova chiusura possa darle il colpo di grazia. Ho sostenuto la richiesta di ristori immediati da parte del governo e m’impegnero’, come gia’ abbiamo fatto nei mesi scorsi con i contributi erogati dal Programma Rinascimento, perche’ l’amministrazione comunale sia al fianco di questi lavoratori nei prossimi mesi”.

Poi puntualizza: “Un sindaco non c’entra pero’ nulla con la decisione di indicare come ‘rossa’ una certa area territoriale. Decide il governo e lo fa a tutela della salute delle persone, sulla base di una serie di parametri epidemiologici e del grado di saturazione delle strutture sanitarie (ieri in Lombardia il Covid ha fatto altre 139 vittime). Io peraltro, gia’ ieri, ho scritto al ministro Speranza e al presidente Fontana insieme ai sindaci di Brescia, Cremona e Mantova per conoscere questi dati e capire se ci siano le condizioni – previste nel DPCM – per ‘esentare’ da alcune misure le province in cui la situazione sia oggettivamente meno grave: vedremo nei prossimi giorni”.

Default thumbnail
Servizio Precedente

La bellezza ci salverà. Almeno credo

Default thumbnail
Prossimo Servizio

Bannon: "Trump deve decapitare Fauci e appendere testa a cancello Casa Bianca". Chiusi i profili social dell'ex suggeritore di Donald