Contrada, Cassazione annulla risarcimento per ingiusta detenzione e ribalta Corte di Strasburgo

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“Aspettiamo di leggere le motivazioni per un esame piu’ approfondito, ma e’ evidente fin d’ora che la corte di legittimita’ non ha dato esecuzione alla sentenza di Strasburgo, secondo cui il dottor Contrada non andava ne’ processato, ne’ condannato. Ora la palla passa nuovamente alla Corte d’Appello palermitana. Ma comunque andra’ a finire la vicenda, e’ probabile che il mio assistito non vedra’ mai un centesimo di quanto gli spetta, considerate la sua eta’ e le sue condizioni di salute e la lunghezza dei tempi processuali”.

Lo afferma il legale di Bruno Contrada, l’avvocato Stefano Giordano, dopo che la quarta sezione della Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza della Corte d’Appello di Palermo che aveva riconosciuto all’ex 007 la riparazione per ingiusta detenzione, quantificandola in 667 mila euro. I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso del sostituto procuratore generale di Palermo Carlo Marzella, che aveva sostenuto come a Contrada, ex dirigente del Sisde, non spettasse il risarcimento perche’ il carcere non sarebbe stato “ingiusto”.

L’ex poliziotto, oggi quasi novantenne, era stato condannato e aveva scontato 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte europea dei diritti dell’uomo aveva pero’ riconosciuto la ineseguibilita’ della condanna perche’ il reato, quando lui lo aveva commesso, non era sufficientemente definito. La Cassazione prima e la Corte d’Appello di Palermo dopo avevano recepito il principio, dichiarando la condanna appunto non eseguibile, anche se gia’ era stata scontata. Per tale ragione un’altra sezione della Corte d’Appello aveva disposto il risarcimento, poi impugnato dal Pg di Palermo, che aveva sostenuto come la pena fosse stata espiata in base a una sentenza in quel momento pienamente legittima.

L’ex numero due del Sisde, il servizio segreto civile, era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, si era visto annullare la sentenza dopo la pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo, che aveva dichiarato illegittimo il verdetto italiano.

“Aspettiamo di leggere le motivazioni per un esame piu’ approfondito, – dice il suo avvocato Stefano Giordano – ma e’ evidente fin d’ora che la Corte di legittimita’ non ha dato esecuzione alla sentenza di Strasburgo, secondo cui Contrada non andava ne’ processato, ne’ condannato”. “Ora la palla passa nuovamente alla Corte d’Appello palermitana. Ma, comunque andra’ a finire la vicenda, e’ probabile che il Contrada non vedra’ mai un centesimo di quanto gli spetta, considerate la sua eta’ e le sue condizioni di salute e la lunghezza dei tempi processuali”, conclude Giordano. Contrada ha 89 anni.

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