Che pena i partiti e la crisi di Governo. L’Italia è Rigopiano, unica condanna a un padre che depone fiori: forte con i deboli e debole con i forti

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di Stefania Piazzo – In altre condizioni, la ricorrenza della strage di Rigopiano avrebbe occupato le aperture dei tg. Oggi, invece, è tutto concentrato sulla crisi di governo. Le notizie sul tira e molla sono le meno lette su questo quotidiano. Forse che la gente del Nord, ma io penso in generale, i cittadini, abbiano perso la speranza in un paese migliore? Io credo sia proprio così. La politica proprio non appassiona. Noi, per dovere di cronaca, dobbiamo informare, ma faremo volentieri a meno di ascoltare roboanti populismi di destra e di sinistra.

Non appassionano i lettori le tifoserie di una parte e dell’altra. Non fa differenza. Non se ne può più di lockdown, di scuole a singhiozzo, di una vita da reclusi per il bene del paese. Poi vedi un assembramento di decine e decine di giornalisti attorno al premier Conte di ritorno dal primo giro al Quirinale e non capisci perché ti massacrino per un caffè preso con mezzo piede dentro ad un bar.

Il Paese è malato di pochezza e di mediocrità. Di procedure, di regole, di adepimenti. Di formalità. La giustizia è una delle espressioni più alte di queste bolge.

Come può non colpire il fatto che  l’unica condanna decisa dalla Giustizia italiana per Rigopiano oggi sia l’ammenda di 4.650 euro comminata ad Alessio Feniello, padre di una delle vittime, che nel 2018 aveva violato i sigilli dell’albergo in rovina per deporre un mazzo di fiori?

“Abbiamo visto quello che è accaduto negli ultimi giorni a Viareggio (la Cassazione che ha prescritto gli omicidi colposi per le 32 vittime del disastro ferroviario, ndr) e il nostro timore è proprio quello. Quanto accaduto a Viareggio qualche giorno fa è un colpo al cuore perché conosciamo quelle persone che ci hanno aiutato in questo percorso e noi vogliamo con tutte le nostre forze evitare quello che sta succedendo a Viareggio e che la verità che abbiamo nel cuore sia quella processuale”. Cosi Marco Foresta, figlio di Bianca e Tobia, morti nella tragedia di Rigopiano, in riferimento al processo in corso a Pescara. Anche Paola Ferretti, madre di Emanuele Bonifazi, una delle 29 vittime, riportano le agenzie, è sulla stessa linea: “Dal giorno della tragedia la mia vita è cambiata: è sopravvivere per gli altri figli e per ottenere giustizia. Spero che non accada come per Viareggio e, quindi, mi auguro che lo Stato abbia il coraggio, la civiltà, di punire veramente e severamente chi ha sbagliato perché non debba accadere mai più quello che è successo a Rigopiano“. “Il ministro della Giustizia – ha detto ancora Paola Ferretti – lo scorso anno ci ha chiesto scusa pubblicamente a nome dello Stato, il Presidente della Repubblica Mattarella ogni anno invia una corona il giorno della commemorazione, oltre a quella mandata per i funerali dei nostri angeli. Bene, personalmente li ringrazio, ma come mamma e come cittadina italiana non mi bastano più queste cose. Voglio i fatti, voglio giustizia”. 

Ma ora non c’è tempo, lo spettacolo è la crisi di governo. Italia Ponzio Pilato o Erode?

Immagine dalla pagina fb Rigopiano, in attesa del Fiore

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