Che ne pensa Draghi della patrimoniale, già promossa a pieni voti da Bankitalia?

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di Elisabetta Castellzzi – Sulla possibilità di introdurre la patrimoniale dopo il semaforo verde acceso dalla Banca d’Italia (vedi notiziaadesso arriva anche quello della Corte dei Conti, il massimo organismo contabile del Paese. Infatti venerdì scorso Guido Carlino, presidente della Corte dei Conti, durante l’audizione conoscitiva sulla riforma Irpef tenutasi alle commissioni congiunte Finanza di Camera e Senato, ha detto: “un nuovo prelievo patrimoniale è stato recentemente invocato sia come metodo per contrastare la disuguaglianza (con riferimento alla maggiore concentrazione della ricchezza rispetto al reddito), sia in relazione alla copertura dei costi della pandemia”; intervenire attraverso una patrimoniale, a suo avviso, “appare dunque auspicabile, anche se non si volessero affidare al prelievo patrimoniale ulteriori finalità redistributive o di reperimento di risorse”.

Per Carlino serve tuttavia “una valutazione preliminare riguardo alla caratteristica del prelievo, che da reale potrebbe essere trasformato in personale, considerando dunque tutte le forme di patrimonio ed eventualmente la base familiare anziché individuale”, ha spiegato Carlino.

Inoltre, il presidente della Corte dei Conti ha aggiunto che bisogna evitare di avere “una tassazione patrimoniale personale che porti a casi di duplicazione del prelievo” e che “una tassazione patrimoniale reale, nell’ambito di un sistema di dual income tax, potrebbe correggere la sproporzione tra tassazione progressiva sui redditi da lavoro e tassazione proporzionale sui redditi da capitale, operando così a favore di un riequilibrio dell’equità orizzontale”.

Ma la domanda è: che ne pensa il premier incaricato Mario Draghi?

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