Catalogna, genitori ragazze morte in Erasmus scrivono a Mattarella: Nulla è stato fatto

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 “Sono trascorsi cinque anni da quel tremendo e assurdo giorno (20 marzo 2016), nulla e’ stato fatto se non tentare di insabbiare questa immane tragedia da parte sicuramente di alcuni soggetti della magistratura spagnola, non escludendo il governo catalano e quello centrale, i quali sono rimasti in disparte e in silenzio. Tre tentativi di archiviazione e altrettanti ricorsi da parte dei genitori”. Cosi’ in una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Gabriele e Roberta Maestrini, genitori di Elena Maestrini, loro unica figlia che e’ tra le vittime in Catalogna dell’incidente del pullman con studenti dell’Erasmus. “Siamo stanchi della solidarieta’ ipocrita e delle promesse virtuali dei politici fatte nei momenti di ricordo delle nostro ragazze – scrivono ancora -, e’ il momento di dimostrare con atti veri vicinanza e affetto a chi e’ stata negata una vita a causa di incompetenze e superficialita’. Il dolore e’ immane e la nostra ormai unica speranza, oltre a quella di dare giustizia e verita’, e’ di provare a sensibilizzare i legislatori affinche’ dai terribili errori e leggerezze occorse alle nostre ragazze siano emesse nuove normative in materia di sicurezza dei viaggi in autobus a tutela di tutti quei giovani che continueranno a compiere esperienze di vita e d’integrazione socioculturale grazie anche a Erasmus”. “Erasmus continua a essere fondamentale per i nostri giovani, un progetto da migliorare ma comunque fondamentale” tuttavia “alcune realta’ territoriali che ospitano i nostri giovani del progetto Erasmus devono porre piu’ attenzione e non considerare questo progetto europeo un semplice business che incrementa il loro sporco Pil”.

Secondo i genitori di Elena Maestrini “le universita’ che indicano ai propri studenti dove poter svolgere il progetto Erasmus, devono pretendere maggior sicurezza dalle Universita’ ospitanti e fissare regole piu precise almeno per tutte quelle associazioni che gravitano e assistano il mondo Universitario” cosi’ come “non e’ accettabile che Esn Barcellona associazione accreditata presso l’Universita’ ospitante si permetta di organizzare una gita culturale senza ricercare e pretendere un minimo di sicurezza nella logistica ma scegliendo il vettore soltanto sul prezzo al minimo ribasso, operando in nome e per conto di questi prestigiosi atenei”. Per i genitori inoltre “e’ inaccettabile che la magistratura italiana non abbia aperto un’inchiesta parallela il giorno successivo a questa tragedia, ne’ tantomeno dopo i tre vergognosi tentativi di archiviazione, nessuno ufficialmente si e’ posto la domanda ma cosa sta succedendo? Quale e’ la verita’? Nessun ente pubblico e/o associazione si e’ impegnata condividendo il nostro percorso nella ricerca di giustizia”. 

“Da parte di alcune istituzioni ci sono stati impegni verbali, sull’onda emotiva del momento, a cui non e’ stato dato seguito, nessuno ad oggi si e’ impegnato fattivamente, sostenendoci in questa lunga lotta senza fine”, aggiungono Gabriele e Roberta Maestrini nella loro lettera al Capo dello Stato. “Ci auguriamo che lo Stato Italiano, Erasmus Plus, le Universita’ delle nostre ragazze e infine non per ultimo le Regioni di provenienza delle studentesse oltre a futili e inutili proclami, dimostrino la loro seria e concreta volonta’ di costituirsi parte civile”, chiedono sottolineando che “soltanto la tenacia di noi genitori e’ riuscita per il momento a mantenere aperto uno spiraglio per conoscere la verita’ e dare forse un giorno giustizia”. “Anche quest’anno – conclude il padre – in rispetto alle norme anti Covid e per il secondo anno consecutivo non potro’ esternare la mia rabbia davanti all’Ambasciata di Spagna a Roma, ma non appena la situazione lo permettera’ mi rechero’ di nuovo la’, per reclamare giustizia e ancora giustizia. L’amarezza e’ immensa, il dolore infinito, ma non ci arrenderemo, continueremo sino all’ultimo respiro a mantenere alta l’attenzione e la memoria, senza dimenticare le altre sei ragazze, anche loro figlie di una Europa troppo giovane. Grazie per la Sua attenzione”. 

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