Caronia – Se è un carabiniere in congedo a trovare da solo, con un falcetto, un corpicino

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di Stefania Piazzo – Chi ha vissuto negli anni ’80 la tragedia di Vermicino, ricorderà l’affannoso disperato tentativo di estrarre ancora vivo il corpo del piccolo Alfredino. Lì avevamo scoperto la tv del dolore.

Il caso di Gioele in qualche modo, anche se con tutti i distinguo, senza la telecamera fissa sui dettagli dei rinvenimenti di Caronia, ha tenuto col fiato sospeso tutta Italia per due settimane.

Quel che più stupiva era proprio il fatto di non riuscire a ritrovare il piccolo innocente. Non poteva essere sparito, eppure squadre e super squadre hanno cercato. Possibile, ci si chiedeva, che neppure i cani da soccorso avessero trovato una traccia sul terreno? “Dove stanno cercando?” era la domanda che arrivava pensando che fosse quasi “impossibile” non trovare nulla.

Poi, arriva un carabiniere in congedo, risponde all’appello del padre di Gioele e armato di falcetto, all’alba si butta nella intricata macchia mediterranea e si infila armato di un semplice falcetto, nella spinosa e faticosa vegetazione fino alla macabra scoperta. Un uomo solo, guidato da intuito e determinato a trovare la soluzione.

Ecco le sue parole.

“Ho cercato dove gli altri non sono andati e l’ho trovato. Trovarlo è stato un dono di Dio. Il povero corpicino era martoriato, straziato dagli animali”, spiega Giuseppe Di Bello, il 55enne ex carabiniere in congedo, originario di Capo d’Orlando. Il ritrovamento risale alle 10.28, tra i cespugli di una collina di Caronia, a circa 200 metri dalla Messina-Palermo. Quindi molto vicino alla strada.

Dopo la segnalazione dell’ex militare, sul posto si sono recati il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, gli uomini della Scientifica e il medico legale per il lungo sopralluogo e i complessi rilievi. “Era determinato a trovare quei poveri resti, munito di attrezzi. E’ partito presto per questo e li ha trovati purtroppo. E’ una cosa angosciosa”, ha raccontato Francesco Radici, amico dell’ex carabiniere. I due erano partiti insieme, dopo l’appello del papà di Gioele, poi si erano separati. Un uomo solo, ha “risolto” un pezzo di enigma.

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