Carne sintetica, l’immunologa Viola: Dal governo posizione oscurantista. In allevamenti condizioni di sofferenza

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 In un intervento su La Stampa, l’immunologa Antonella Viola scrive che “gli allevamenti di animali a scopo alimentare hanno una serie di problemi che non si possono nascondere sotto il tappeto con un colpo di scopa. Sempre più persone rifiutano di nutrirsi di animali spesso cresciuti in condizioni di sofferenza o comunque ritengono il consumo di carne eticamente ingiustificabile, vista l’abbondanza di fonti alternative di proteine. Ma quando parliamo di consumo di animali, accanto a queste scelte etiche e personali, troviamo problemi molto concreti che interessano tutti noi e le generazioni future. La produzione di carne, gli allevamenti intensivi che ci permettono di trovare polli e bistecche nei supermercati, sono un pericolo per la salute dell’umanità intera”. Viola poi aggiunge: “Le opzioni per il futuro sostenibile sono quindi assolutamente dovute: o rinunciare al consumo di carne o trovare nuovi modi di produrla. E la scienza ha da tempo accettato questa sfida e si è mossa per offrire all’umanità nuove strategie per alimentarsi. Da qui nasce la carne sintetica – o sarebbe meglio dire prodotta in laboratorio”.

La conclusione di Viola è drastica: “I vantaggi per le generazioni future così come le potenzialità di sviluppo del settore sono quindi enormi ma da martedì scorso l’ Italia è condannata a essere esclusa da questa innovazione. Con una decisione oscurantista, il governo ha deciso di bloccare la produzione e la vendita di carne ottenuta in laboratorio, quasi a ribadire il concetto complottista che vede la tecnologia e tutto ciò che ne deriva come un pericolo”.

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