Campidoglio, 4 irruzioni dal 1814 ad oggi

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 L’irruzione violenta mercoledi’ dei sostenitori del presidente Donald Trump nell’edificio del Congresso non rappresenta il primo caso in cui viene preso di mira il tempio della democrazia statunitense. In passato, ricorda la Bbc, si erano verificati altri quattro attacchi, da un incendio appiccato nel 1814 ad opera delle truppe britanniche fino ad un attentato del 1983 da parte di estremisti di sinistra.

L’attacco piu’ famoso resta quello dell’agosto 1814, quando, durante la guerra anglo-americana, le forze britanniche agli ordini del vice ammiraglio Sir Alexander Cockburn e del generale Robert Ross, cercarono di distruggere con il fuoco l’edificio del Campidoglio ancora in costruzione, dopo avere invaso Washington. L’edificio sopravvisse, grazie anche ad un acquazzone.

Circa un secolo dopo, nel 1915, Erich Muenter, ex professore di Tedesco all’Universita’ di Harvard, fece esplodere tre candelotti di dinamite nella sala dei ricevimenti del Senato. Ci furono danni materiali ma nessuno rimase ucciso o ferito. Muenter affermo’ che con la sua azione intendeva protestare contro il sostegno fornito da finanzieri americani alla Gran Bretagna nella guerra contro la Germania.

Il primo marzo del 1954 quattro nazionalisti portoricani srotolarono una bandiera di Porto Rico e aprirono il fuoco dalla galleria dei visitatori, ferendo cinque membri del Congresso. La loro leader era Lolita Lebron, poi condannata a 50 anni di reclusione e in seguito fatta scarcerare dal presidente Jimmy Carter in un “gesto umanitario”.

Il 7 novembre del 1983, infine, un ordigno venne fatto esplodere al secondo piano del Senato, senza provocare morti o feriti. Pochi minuti prima, con una telefonata al centralino del Campidoglio, una persona che si diceva membro dell’Unita’ armata per la resistenza – un gruppo radicale di sinistra – aveva avvertito dell’imminente esplosione, affermando che l’attentato voleva essere una risposta agli interventi militari degli Usa in Libano e a Grenada. Nel 1991 due miliziane, Linda Evans e Laura Whitehorn, furono incarcerate con l’accusa di cospirazione e distruzione dolosa di proprieta’ governative. Entrambe sono oggi in liberta’.

Photo by Andy Feliciotti

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