Campania nel caos. Mamme in piazza contro De Luca, in terapia intensiva 817 posti occupati su 870

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 La decisione del governatore De Luca di chiudere le scuole è uno tsunami che non si ferma in Campania. Mamme di nuovo in piazza a Napoli e manifestazione anche a Salerno contro lo stop (malgrado la riammissione dei bimbi all’asilo) a causa dell’aumento dei contagi da covid; ora c’è anche un ricorso al Tar sulla decisione del governatore. La situazione resta difficile: mentre la Regione annuncia una ulteriore fase dell’intervento nel sistema del trasporto pubblico locale (sono stati autorizzati servizi aggiuntivi per il periodo dal 24 settembre al 31 dicembre per un numero complessivo di 350 autobus e attualmente risultano in esercizio 290 autobus aggiuntivi, sono in via di attivazione i restanti 60), i dati del contagio segnano un ulteriore balzo: 1.410 (1.343 asintomatici, 67 sintomatici) rispetto ai 1.261 precedenti, su 14.704 tamponi.

Non si registrano decessi e i guariti del giorno sono 74. Preoccupano I posti letto di degenza: 817 su 840 complessivi sono occupati. Per la terapia intensiva sono occupati 75 su 110 complessivi. Una situazione che si aggrava col passare delle ore. In uno scenario nel quale potrebbero prendere corpo nuove misure, le mamme non ci stanno e scendono in piazza. “Ora basta, giù le mani dei bambini” sono le frasi scritte e poste su sedie e banchetti portati in piazza Amendola, a Salerno, davanti alla sede della Prefettura, dove si è svolto un presidio di genitori che “intendono rimarcare l’illegittima chiusura a tappeto delle scuole della Campania decisa dal presidente De Luca”.

“Vogliamo solo – hanno spiegato alcune mamme – che i nostri figli possano vivere il proprio percorso educativo, compatibilmente con le restrizioni imposte dalle disposizioni anti-Covid. Ma per loro sarebbe troppo rinunciare alla didattica in presenza. Soprattutto per i bimbi piu’ piccoli e’ necessario il contatto umano con i propri maestri. Durante il lockdown tutti abbiamo fatto uno sforzo enorme. Ora non siamo più disposti a costringere i nostri figli a questi sacrifici”.

Nuova protesta, dopo quella di ieri, anche a Napoli dove si sono visti, vicino alla sede della regione, in Via Santa Lucia, bambini con lo scudo di Capitan America, altri con i gessetti colorati scrivere sui blocchi di cemento posti davanti all’ingresso del palazzo dell’ente.

Tutti con la mascherina, nonostante in molti al di sotto dei 6 anni; hanno ‘accompagnato’ i propri genitori nel secondo giorno di protesta. Non ci sono stati solo mamme e papà, in piazza anche anche insegnanti, esperti che tengono laboratori nelle scuole, autisti degli scuolabus che chiedono misure di sostegno economico. “Ridateci la scuola” hanno detto in coro i manifestanti, che hanno esposto uno striscione con la scritta “La scuola non è un virus”.

“Ci preme dire, dopo la diretta Fb di ieri di De Luca che non siamo qui perché sottovalutiamo il rischio – ha detto Maria Carmen, mamma di Alfonso – ma per denunciare che in sette mesi non ha fatto nulla e se la prende con le scuole chiudendole”. Stefano è il papà di due bambine, di 8 e 9 anni. Tutta la famiglia è arrivata al presidio. “Noi chiediamo il ritiro del provvedimento – ha spiegato – perché lede il diritto allo studio, che viene completamente calpestato dall’ordinanza di De Luca”.

“Oggi si consente il campionato, a Napoli c’è la partita, allo stadio ci sono mille persone – ha aggiunto – e il problema sarebbero le scuole che sono controllate?”. La vicenda finisce davanti al Tar. Un gruppo di cittadini ha presentato ricorso d’urgenza contro il provvedimento del presidente della Giunta regionale rivolgendosi al Tribunale amministrativo, rappresentati dagli avvocati Felice Laudadio e Alberto Saggiomo. Il Tar Campania si è riservato la decisione

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