Campanello d’allarme o campana a morto per Biden?

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di Luigi Basso – La narrazione dei media di tutto il mondo riguardo le elezioni Presidenziali americane del 2020 racconta che saranno un piacevole fastidio per i Democratici: il vantaggio del ticket Biden Harris nei sondaggi federali (il 10% in media) ed in quelli nei singoli Stati (anche nei swing states, gli stati ballerini) è incolmabile.
Tuttavia, se si pone attenzione alla “realtà fisica delle cose”, senza i filtri della grancassa mediatica, viene da dire che tanta sicumera sembra davvero mal riposta.
Negli Stati Uniti il sistema di votazione è completamente diverso da quello a cui siamo abituati: non parlo solo del meccanismo elettorale, ma proprio del metodo di votazione.
In queste elezioni, a causa dell’epidemia di Covid 19, il voto per corrispondenza ed il voto di presenza scaglionato, saranno utilizzati da un numero incredibile, mai visto, di americani.


Si dice che circa 70/75 milioni di americani su oltre 200 milioni di aventi diritto sceglieranno di non recarsi fisicamente alle urne il 3 novembre per votare, avendolo già fatto o per posta o accedendo nei giorni precedenti ai seggi.
E qui arriviamo alla narrazione dei media: gli elettori democratici sono molto più disciplinati ed osservano meglio le regole anti contagio, rispetto ai repubblicani, e quindi il voto postale ed anticipato sarà massicciamente Dem: addirittura alcuni commentatori e sondaggisti hanno stimato un rapporto 2 a 1.
Per questo motivo, sempre secondo la vulgata, il conteggio del voto postale sarà una vera e propria battaglia, dove conterà avere i migliori avvocati per fare i ricorsi per intralciare lo spoglio e godere dell’appoggio dei Giudici Statali e della Corte Suprema per vincere quei ricorsi.
Trump e i suoi, si dice, faranno le barricate per ostacolare ed impedire che tutti voti postali siano validati entro i termini massimi, poichè ciò ribalterebbe a valanga il voto in presenza che lo vedrebbe con un piccolo vantaggio.


I motivi del presunto sabotaggio Trumpiano sono presto detti: ogni Stato ha per legge indicato i termini massimi entro i quali dichiarare l’esito del voto, ma con così tanti voti postali, il conteggio delle schede potrà durare molti giorni e sarà molto probabile arrivare alla scadenza del termine statale con una montagna di schede ancora da validare; se poi i Repubblicani dovessero intasare i Tribunale Statali e la Corte Suprema con ricorsi defatigatori, solo per perdere tempo, lo sforamento sarebbe certissimo: cosa dirà la Corte Suprema, fresca di maggioranza pro Trump: farà conteggiare tutte le schede o fermerà lo spoglio extra time?


Queste e altre elucubrazioni che occupano ogni giorno decine di pagine dei giornali americani rischiano però di subire un duro colpo dalla Signora Realtà


La Florida, uno Stato determinante per l’elezione di Trump, è uno di quegli Stati nei quali sono resi noti i registri degli elettori con l’indicazione della loro fede politica dichiarata.
Dall’esame dei voti postali arrivati si vede che gli elettori che si sono dichiarati Dem sono solo circa il 2% in più dei Repubblicani, invece del 33% in più stimato dai media (rapporto di 2 a 1, appunto).
Si dirà che Biden resta comunque in vantaggio: vero, ma il 2% è uno scarto che il voto in presenza il 3 novembre facilmente divorerà.
Si tratta di un campanello d’allarme o di qualcosa di diverso che sta affiorando dall’America profonda?
Il film sceneggiato dai media mainstream rischia di avere un finale a sorpresa.

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