Bufale.net “smaschera” TG1 sul Covvidì. “Mostro non c’è!”. Giovani in discoteca erano con mascherina e distanziati

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di Stefania Piazzo – Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Il sito di debunking Bufale.net, smonta pezzo per pezzo il noto servizio che il Tg1 ha realizzato nella discoteca in Croazia interpellando i giovani presenti quella sera a ballare.

Mentre l’opinione pubblica guardava il dito, cioè le dichiarazioni che il montaggio Rai ha mandato in onda, e la frase diventata un meme, “Covvidì”, Bufale.net accende il riflettore sulla grande immensa Luna. Ovvero come la rete pubblica ha fatto comunicazione, per non parlare dello shitstorm mediatico che non si è neppure accorto, Rai compresa, evidentemente, che i giovani intervistati erano più dotati di mascherine che di bibite. E soprattutto distanziati. Davvero tutti non se ne sono accorti? Cosa avevano detto poi i ragazzi al microfono? Non si sa. Passa solo “Covvidì”.

Scrive Bufale.net, argomentando in modo che più neutrale di così non si può:

“…il mostro non c’è, e la “ragazza Coviddi” potrebbe ben essere un capro espiatorio dei fallimenti collettivi di una società ormai del tutto polarizzata. Un mondo dove non esistono peccati cui rimediare e problemi da affrontare, ma peccatori da lapidare e colpevoli da mutare in capri espiatori per i peccati di tutti”.

33 secondi che però risultano fatali per la comunicazione di massa, per le reazioni scatenate e, chissà, per una rincorsa forsennata dei politici a chiudere i recinti?

Attenti bene ai passaggi studiati nel dettaglio:

“I più attenti tra voi avranno notato delle cose.

E per i più attenti intendiamo quelli che non si sono armati di sassi virtuali in una sfida a chi lapida più duramente e velocemente per conquistare i patentino di Giusto tra i Giusti, Salvatore della Patria, Santo dell’Evangelo Postmoderno della Rete.

Una serie di elementi

  1. I giovani coinvolti, compresa la “Ragazza Coviddi” nell’intervista avevano le loro mascherine
  2. I giovani coinvolti stavano rispettando le distanze di sicurezza, nel momento in cui sono stati richiamati dall’intervistatrice
  3. I giovani coinvolti, a quel punto, hanno replicato col tormentone del momento, ma l’intervista è stata tagliata mentre probabilmente  cominciava a spiegare la sua reale opinione sul fenomeno.

Tutti elementi che avrebbero portato, in qualsiasi non dico Tribunale, ma discussione sana, quantomeno ad una sospensione del giudizio.

Ma è andata esattamente come per le interviste imbruttite propriamente dette”.

Ed è il TG1, l’ammiraglia del servizio pubblico? Al di sopra di ogni sospetto, super partes, soprattutto super incapace di realizzare una “intervista imbruttita”?

Il TG1 ammaliato dallo sport che prevale sui social di correre dietro al tormentone dei giovanotti e delle giovanotte ignoranti e sprezzanti del pericolo, tanto che oggi il ministro della salute affida al loro senso di responsabilità e alle loro modalità di comportamento il destino della scuola, di cui si mette in discussione e in forse l’apertura?

Fateci sentire tutta l’intervista “covvidì”, magari di virale esce anche altro, chissà.

Qui il servizio integrale:

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