Botti, il lato oscuro di Napoli. Mercato da 30 milioni di euro

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La novita’ di quest’anno e’ stata ribattezzata D1os, ha un corpo cilindrico, un rivestimento di carta bianca con strie azzurre, ed e’ una sorta di petardo ma molto piu’ potente di quelli normalmente commercio, l’ennesimo omaggio a Maradona. Ma, sostanzialmente, questi ordigni molto richiesti nel mercato illegale dei fuochi pirotecnici hanno la stessa ‘anima’, una grande quantita’ di polvere esplodente per realizzare un botto che possa essere sentito a distanza. Sono micidiali, insicuri, pericolosi per chi li fabbrica, per chi li trasporta e commercializza e per chi decide di utilizzarli per ‘festeggiare’. Eppure vengono venduti a caro prezzo nelle feste di fine d’anno. Un giro d’affari difficile da stimare, anche perche’ si tratta di un sommerso, ma che fonti di forze dell’ordine indicano aggirarsi, solo per Napoli e provincia, intorno ai 30 milioni di euro l’anno. 

Forse non quest’anno, dato che Gaetano Manfredi, il sindaco di Napoli da soli 70 giorni, con un’ordinanza mai vista prima del capoluogo campano, ha vietato l’esplosione di botti o fuochi pirotecnici per San Silvestro e Capodanno. Vero e’, che, grazie a una campagna di sensibilizzazione martellante nelle scuole condotta anche da carabinieri e polizia, negli ultimi dieci anni l’utilizzo di botti e fuochi luminosi e’ andato via via scemando all’ombra del Vesuvio e ormai petardi, mortaretti, candele e trick track si sentono esplodere solo negli ultimi due giorni dell’anno. Anche i fuochi di San Silvestro per cui Napoli e’ famosa si sono ridotti a qualche ora di fontane di luce e boati a ridosso della mezzanotte. All’azione di educazione si e’ accompagnata via via degli anni una sempre piu’ stringente azione di repressione, con sequestri, denunce e arresti per tutto il mese di dicembre. Nell’ultimo periodo, nel capoluogo campano e in provincia i carabinieri hanno sequestrato 1.266 petardi, 16.350 detonatori, 25 razzi e 3.142 chili di esplosivo. Ma cosa c’e’ dietro questa scelta, percepita da molti come innocua violazione delle regole, di comprare artifizi pirotecnici su bancarelle improvvisate? Quale il mercato illegale che si alimenta? Se lo e’ chiesta l’AGI, che ha girato queste domande al capitano Francesco Ceccaroni del Nucleo Radiomobile del comando provinciale dei carabinieri di Napoli. “E’ plausibile che dietro ci siano gruppi criminali, criminalita’ comune e criminalita’ organizzata. Riducendo le precauzioni nella produzione del prodotto, e in piccola misura nei canali di vendita, naturalmente aumenta il guadagno”, premette l’ufficiale.

 “Tutte le attivita’ di regola legali possono diventare illegali se si intravedono margini di lucro trascurando norme – ribadisce Ceccaroni – per fare un parallelo, e’ quello che accade anche nel settore rifiuti. Lo stoccaggio, il deposito, il trasporto e lo smaltimento si possono fare secondo le regole oppure no. Nel momento in cui riduco i costi, aumentano i margini di ricavo e su questo segmento si inseriscono gli interessi della criminalita’ comune o organizzata, a seconda del territorio in cui mi muovo. Questo pero’ nel caso dei fuochi pirotecnici incide anche sulla sicurezza nella produzione e nell’utilizzo. Ogni segmento di attivita’ lecita che puo’ diventare illecito, alimentando un mercato parallelo, e’ appetibile alla criminalita’. E’ anche plausibile, conferma il capitano, che fabbriche che producono a norma possano avere una produzione parallela illegale “perche’ per fare questo tipo di botti c’e’ necessita’ di personale specializzato. C’e’ una sottile linea che separa e lega l’illecito dell’illecito. E’ normale che a fare questo tipo di produzione ci siano mani esperte. Sicuramente non ci si improvvisa fochisti dal nulla ed e’ probabile che il mercato illegale dei botti ci sia un contributo anche di chi svolge l’attivita’ lecitamente”. Ma anche per queste persone “e’ pericoloso fabbricarli, e siamo al di la’ del rischio calcolato nella produzione lecita. Se io ometto dispositivi di sicurezza e cala la qualita’ dei materiali primi, per risparmiare e aumentare i margini di ricavo, diminuisce anche la sicurezza di chi produce”. In questo mercato parallelo si mettono in vendita anche fuochi etichettati con categorie differente da quella effettiva legata al potenziale che hanno, e anche in questo ci sono margini di lucro.

Foto di MIO ITO

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