Boom contagi in GB, si torna alle restrizioni e terza dose

24 Ottobre 2021
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 L’aumento dei casi di Covid in Gran Bretagna e la percentuale di popolazione vaccinata non ancora sufficiente potrebbero indurre Boris Johnson a ricorrere ad piano B per l’inverno. Nelle scorse ore il premier britannico ha sottolineato che non ci sono segnali che lasciano pensare all’esigenza di ricorrere ad un nuovo lockdown. Ci sono pero’ nuovi segnali secondo i quali il governo potrebbe ricorrere a nuove misure per arginare la diffusione del virus in Inghilterra: secondo quanto rivelato dall’Observer, venerdi’ le autorita’ sanitarie hanno contattato gli amministratori locali per sondare il loro eventuale sostegno ad un “immediato lancio del piano invernale”.

Gli scienziati consulenti del governo sostengono che i ricoveri e i decessi negli ospedali sono in aumento e “saliranno con l’aumentare del numero di casi perche’ il virus raggiungera’ persone vulnerabili e che potrebbero ammalarsi gravemente”. A correre i rischi maggiori sono coloro che non hanno ancora ricevuto alcuna dose vaccino, come gli adulti piu’ giovani. Tra le ipotesi, anche quella di anticipare la somministrazione della terza dose di vaccino agli under 50 a cinque mesi di distanza e non a sei dalla seconda. Ma il dibattito e’ ancora aperto. Il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, intervistato dalla Bbc, ha ribadito quanto detto da Johnson: i dati non suggeriscono che sia il momento di ricorrere al piano B. “Ovviamente teniamo d’occhio i numeri, ma la protezione piu’ efficace restra il vaccino e il lancio delle somministrazioni della terza dose. “C’e’ un ripiego, c’e’ un piano B. I dati suggeriscono che non e’ necessario oggi. Ma se la situazione cambia, ovviamente il governo agira’”. E una delle misure potrebbe essere il ritorno alla raccomandazione di lavorare da casa. Ma, “ripeto – ha chiarito il Cancelliere – i dati al momento non suggeriscono che sia immediatamente necessario, dobbiamo invece assicurarci di somministrare a tutti la terza dose”.

Fino ad oggi il premier Boris Johnson si è pubblicamente opposto alla richiesta di dare attuazione al piano B, che prevede l’uso del passaporto vaccinale in luoghi ritenuti ad alto rischio e per eventi pubblici, l’uso delle mascherine in alcuni ambienti e il ricorso allo smart working.

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