Antimafia, Lombardia prima casa di Cosa nostra

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La Lombardia è la prima regione italiana per operazioni finanziarie sospette segnalate all’autorità giudiziaria. Secondo quanto emerge dalla relazione semestrale della Dia al Parlamento, nei primi 6 mesi del 2020 in Lombardia sono state segnalate 1.970 operazioni finanziarie sospette, il 19,55% del totale nazionale. In seconda posizione la Campania (15,5%), seguita da Toscana (9,41%), Lazio (8,98%), Emilia Romagna (8,12%) e Veneto (7.02%). “Il numero maggiore di operazioni sospette non avviene nei territori di origine delle organizzazioni mafiose ma in quelli di proiezione” e “in particolare nei contesti dove l’economia si presenta più florida”, scrivono gli esperti della Dia precisando che proprio per questo “non a caso la Lombardia si colloca in testa per numero di operazioni sospette”.

La relazione semestrale della Dia attesta come l’orientamento delle mafie sia quelli di “farsi impresa” trasformandosi in “holding” per poter sfruttare al meglio le opportunità economiche legate all’emergenza Coronavirus: “Un’analisi che dimostra come, al giorno d’oggi, le mafie abbiano assunto le caratteristiche proprie dell’impresa, se non addirittura quelle di una vera e propria holding che cerca costantemente di espandersi, pur mantenendo inalterata la propria ‘essenza’ criminale che si basa su un patrimonio identitario coltivato prevalentemente nelle regioni del Sud Italia. E’ con questa strategia che, fuori dalle regioni di origine e anche all’estero, le mafie si indirizzano, innanzitutto, alla gestione del mercato degli affari piuttosto che al controllo del territorio”. 

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